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Attualità

LE DOMANDE INEVASE DELLA VITA

CAMILLO MASSIMO FIORI - 08/11/2012

Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Che senso ha la vita? Perché la sofferenza? La morte è la fine di tutto?

Sugli autobus di Londra, qualche tempo fa, campeggiava la seguente scritta: “Probabilmente Dio non esiste. perciò smettete di preoccuparvi e godetevi la vita”. Apparentemente la ragione ha portato a termine la promessa dell’Illuminismo dissolvendo la religione; ma la religione non crea i problemi esistenziali, cerca di dare loro una risposta.

Il rabbino Jonathan Sacks constatando gli effetti della crisi economica stimolata da una mentalità diffusa secondo cui “l’avidità è un bene” ha commentato: “Stiamo arrivando alla fine di un esperimento fallimentare: il tentativo della società di vivere senza un codice morale condiviso. Gli anni Sessanta lo hanno applicato alla vita privata; gli anni Ottanta lo stanno applicando al mercato e alla vita pubblica”.

Secondo lo studioso Brad S. Gregory il fallimento del mondo post-moderno è dovuto alla incapacità di dare risposte soddisfacenti alle domande sulla vita; la secolarizzazione della società ha ridotto la ricerca di una verità oggettiva al benessere soggettivo.

L’esclusione di Dio dal mondo, la perdita della verità oggettiva, la privatizzazione della religione, la soggettivazione della morale, l’influenza del consumismo e la divisione della conoscenza in campi specializzati hanno portato all’esperimento negativo della società che vive senza un codice morale condiviso; “la verità è qualsiasi cosa che sia vera per te solo, i valori sono qualsiasi cosa che tu reputi tali, le priorità qualsiasi cosa a cui tu dai la precedenza” (B.S. Gregory, “Salvation at Stake”).

Le persone possono credere in qualsiasi cosa vogliono a patto di rispettare la legge: legge e morale tendono a identificarsi. Le leggi hanno definito il comportamento pubblico, ma hanno lasciato senza regole il comportamento privato.

La società contemporanea parla di diritti; ma su quale base si fondano tali diritti? Non certo sulla scienza che non è in grado di scoprirli nella materia; e allora dove?

La società post-moderna che ha indicato nella diversità il suo fondamentale principio guida ha rinunciato ad avere una morale comune. L’insistenza da parte dei cattolici sul fatto che la morale è fondata sul diritto naturale si scontra spesso con la cultura contemporanea la quale ha lasciato sulle spalle dei singoli la risposta alle domande sulla vita che rimangono essenziali.

Il rabbino Sacks ha commentato: “la Scienza smonta le cose per capire come funzionano, la religione le mette insieme per vedere cosa significano”.

Abbiamo avuto troppa fretta nel considerare la religione una cosa del passato, che non aiuta, che forse è anche sgradevole; essa è in realtà una base importante e insostituibile per rispondere alle domande sulla vita.

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