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Attualità

L’ECOMENÙ DELLE FESTE

CARLA TOCCHETTI - 21/12/2012

Se per queste feste sapete già che vi toccheranno interminabili banchetti declinati ad effetto secondo i consigli delle celebrità in tivù, veri attentati contro i vostri indici glicemici e colesterolemici, siete ancora in tempo per fermarvi! anzi, è il momento giusto per fare i conti con la vostra salute, e con quella del pianeta.

Una proposta in controtendenza rispetto alle italiche abitudini viene da alcuni paesi europei, dove durante l’anno non è mai sopita l’allerta sulla salute da conservare attraverso le buone abitudini alimentari, né la sensibilità rispetto a temi “globali” energetici ed ecologici. Se nei paesi più avanzati nel cammino dello sviluppo globale l’obesità incide su una persona su tre e dilaga enormemente tra i bambini, proprio questo punto di osservazione ci aiuta a non finire nella “trappola del benessere”. Cinque sono i buoni propositi del progetto pilota LiveWell for low impact food in Europe (LIFE) che potete adottare anche sotto le feste per rendere il vostro convivio più “eco”.

Primo: non sprecare il cibo. Nei paesi sviluppati circa il 30% del cibo venduto per consumo domestico e ristorazione finisce in spazzatura: stiamo letteralmente buttando via risorse economiche ed energetiche per produrre ciò che non consumiamo neppure. In termini di terra coltivabile, di costi di produzione, di disponibilità di acqua ed energia paghiamo risorse che potrebbero essere indirizzate a soddisfare l’altra metà del pianeta, che invece non ha cibo a sufficienza. Sapete che nella civilissima America del Sud vi sono famiglie che hanno iniziato a saltare il pasto, uno o due giorni fissi durante la settimana, semplicemente perchè non possono permettersi di mangiare tutti i giorni?

Secondo: evitare il cibo “pronto”. Quanto incidono i vari passaggi di trasformazione del cibo sul prezzo finale? E’ più economico scegliere cibi freschi e cucinarli al momento: trasporto, refrigerazione, conservanti, precotture e confezionamento decuplicano il costo dell’alimento appena prodotto. Invece, ciò che viene prodotto localmente, dalla carne ai formaggi per esempio, non contiene nulla di additivo o di sintetico, mantiene intatto il gusto originale e ha un buon valore nutritivo, cioè fa bene. Anche se avete molti ospiti durante il banchetto della festa, se utilizzate un wok o la cottura al cartoccio in forno, i tempi di cottura saranno ridotti e garantiranno di servire cibo fresco cucinato in tempo reale: una vera delizia per palati raffinati.

Terzo: mangiare più vegetali. Sembra un privilegio, in questa stagione, consumare cinque porzioni di vegetali al giorno come suggeriscono gli esperti. Bando alla pigrizia: per queste feste possiamo andare alla ricerca di frutta e verdura di stagione scoprendo contadini e piccoli produttori che abitano nei dintorni. Preferendo varietà diverse: in questo modo avremo dato una mano alla conservazione della biodiversità sul pianeta. Se tutti vogliamo un solo tipo di insalatina, i contadini elimineranno le varietà meno conosciute per mettere il terreno a produrre monocolture che impoveriscono il suolo e richiedono più fertilizzanti e pesticidi. E poi, ecco un pensierino per l’anno nuovo: perché non autoprodurre pomodori sul terrazzo o insalatina nella serra (i semi si comprano a fine inverno)?

Quarto: mangiare meno carne. Anche senza essere vegetariani nel rispetto dei diritti degli animali, il consiglio è ottimo dal punto di vista della sostenibilità ambientale: gli esperti ci informano che il 30% dei cereali prodotti nel mondo serve per l’alimentazione degli animali negli allevamenti intensivi. La situazione sta precipitando da quando i cinesi hanno cominciato ad adottare uno stile alimentare occidentale, che prevede meno riso e più carne. L’aumentata richiesta di cereali per allevamenti negli ultimi due anni ha determinato una grossa crisi produttiva: i granai d’Europa e d’America, vessati da estati molto secche, non riescono a tenere il ritmo della domanda, i prezzi sono già raddoppiati, e aumenteranno ancora. Senza contare che il frequente consumo di carne rossa, insaccati soprattutto, è da tempo nel mirino degli scienziati per la sua associazione con le malattie croniche degenerative – flagello dei sistemi sanitari più avanzati.

Quinto: controllare la provenienza. Ad oggi non esistono leggi universali in tema di sicurezza alimentare: fioriscono in continuazione certificazioni, marchi ed etichette – molte sono operazioni di marketing bell’e buono – che non garantiscono che l’alimento che compriamo è stato prodotto nel rispetto dell’ambiente e della salute. La cautela è d’obbligo con prodotti che arrivano da paesi lontani in cui i controlli possono essere meno rigidi che in Europa. Molto meglio conoscere il produttore e stabilire un rapporto di fiducia verificandone la serietà direttamente – questo è possibile con tanti prodotti olio, vino, frutta, verdura, formaggi, … – si tratta di organizzarsi insieme ad amici e conoscenti, oppure con i GdA, gruppi di acquisto organizzati, anche a Varese ve ne sono, basta informarsi su Internet.

Un occhio alla festa ed uno al pianeta, quindi, per fare tanti piccoli gesti che tutti insieme possono migliorare la qualità della nostra vita attuale e futura. Buone Feste!

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