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Attualità

GIORNATA DELLA CONCILIAZIONE

LUISA OPRANDI - 06/06/2014

La scorsa settimana ho inoltrato una richiesta al Sindaco del capoluogo e all’assessore alla cultura affinché il prossimo anno, che dovrebbe essere finalmente dedicato in tutta Europa alla conciliazione tra famiglia e lavoro, possa avere degli sviluppi visibili e concreti anche nella città di Varese. In particolare ho domandato sia di attivare un tavolo allargato alle componenti sociali, istituzionali, sindacali e associative del territorio per dare vita ad un lavoro sinergico e proficuo di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle cittadine e dei cittadini, sia di organizzare una giornata tematica dedicata espressamente alla conciliazione.

Nella città capoluogo si potrebbe infatti dare corso a una presentazione pubblica di tutte le “buone pratiche” messe in atto nei diversi comuni della provincia, per favorire una circolazione delle idee e dei progetti, una condivisione di iniziative interessanti e collaudate e una sorta di stimolo reciproco a trovare soluzioni e risposte.

Sarebbe questo uno dei tanti possibili modi di risvegliare il rapporto tra cittadini e amministrazione:  nel quotidiano da un lato infatti dovrebbe esserci l’istituzione pubblica che si fa carico del problema e dall’altro il cittadino che ascolta e a sua volta propone. Tra i due un legame costruttivo e schietto di collaborazione e presa in carico diffusa e reciproca delle questioni nodali della città e del territorio. Sono infatti sempre più da superare le forme di governo che prevedano una “calata” dall’alto delle scelte amministrative, così come sono da evitare i lamenti fini a se stessi e senza conseguente operatività.

Pensare quindi di organizzare una giornata sul tema della conciliazione significherebbe anzitutto mettere a fuoco un tema fondamentale della vita sociale ed economica del nostro Paese e non solo locale. D’altro canto avrebbe anche una forte valenza culturale perché vorrebbe dire spalancare le finestre, rendere espliciti i percorsi intrapresi, avere il coraggio di guardare entusiasti a chi ha compiuto dei passi in più e vigorosi nello spronare chi è indietro.

Nella logica della città allargata e della provincia ente di secondo livello ed espressione della territorialità, la collaborazione fattiva, il superamento dei paletti di vicinato tra comuni e la logica della corresponsabilità tra cittadini ed istituzioni diventano leve fondamentali di buon governo. L’evoluzione della politica e il bisogno di coinvolgimento della gente comune sono una domanda dei nostri giorni alla quale nessuna amministrazione, locale o nazionale che sia, può restare sorda.

L’idea di rendere partecipi i cittadini delle scelte amministrative deve perciò sempre più fare i conti con la trasparenza e con la chiarezza di intenti.

Il tema della conciliazione dei tempi è una delle possibilità di trovare questi nuovi modi di intessere i rapporti con la cittadinanza, soprattutto in una città in cui il sindaco stesso ha tenuto la delega alle pari opportunità, dandovi con questa scelta una valenza assolutamente trasversale e di rilievo nella agenda politica amministrativa. Pensare come consentire a un cittadino di mettere d’accordo le esigenze di lavoro, di vita familiare, di cura e di interessi personali è infatti un tema importante per ognuno, indipendentemente dal genere e dall’età. Per le donne certamente assume un significato ancora più forte poiché i grossi limiti nel riuscire a conciliare lavoro e famiglia sono alla base di molta disoccupazione femminile e la loro soluzione rappresenterebbe uno strumento di rilancio dell’impiego femminile e anche una forma di contrasto alle nuove forme di povertà. In molti comuni già si lavora da anni attorno a questo argomento con l’attivazione di progetti seri e utili.

I cittadini, a loro volta, hanno necessità di essere informati su quanto si muove per dare risposta a una concreta esigenza di questo tempo e in un contesto socio-familiare spesso problematico come quello aperto dalla crisi.  Fa quindi solo bene alla democrazia pensare ad una amministrazione pubblica che “scende in piazza” e ne occupa costruttivamente lo spazio facendola diventare il luogo della informazione e della diffusione di idee.  Il luogo di tutti e per tutti, a partire da chi governa.

 

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