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Attualità

CREATIVITÀ E GENEROSITÀ

GIANFRANCO FABI - 11/07/2014

In Italia, più che in altri paesi, la crisi economica continua a far crescere la disoccupazione, in particolare giovanile, il disagio sociale, la perdita di potere d’acquisto. E insieme crescono le difficoltà per garantire quei servizi pubblici essenziali che si chiamano assistenza, sanità, previdenza e che sono minacciati dalla necessità di rimettere in equilibrio i conti pubblici.

Il dramma della mancanza di lavoro è stato più volte al centro dei richiami di papa Francesco nelle ultime settimane. Ai primi di luglio in Molise con un appello molto forte a difendere la dignità delle persone, una dignità che è schiacciata per chi “non può portare a casa il pane”.

Ma i richiami del Papa non sono solo un atto di accusa, sono anche l’indicazione di una linea guida pur senza entrare, come non è compito della Chiesa, nelle soluzioni tecniche più strettamente economiche. L’indicazione di un metodo e di una strategia è ugualmente importante.

“A tutti i responsabili chiedo di compiere ogni sforzo di creatività e di generosità per riaccendere la speranza nei cuori di questi nostri fratelli e nel cuore di tutto le persone disoccupate a causa dello spreco e della crisi economica. Per favore, aprite gli occhi e non rimanete con le mani incrociate!”. Queste le parole che papa Francesco ha rivolto agli operai delle acciaierie di Piombino. Costituiscono qualcosa di più di una rituale partecipazione ai problemi perché sintetizzano con estrema efficacia quello di cui c’è bisogno per affrontare l’attuale momento economico.

Quelle due parole “creatività e generosità” indicano insieme un cambiamento di prospettiva proprio nel metodo e negli strumenti da adottare. Nel metodo perché creatività vuol dire superare le vecchie ricette di politica economica e monetaria, guardare in maniera costruttiva alle nuove potenzialità della tecnologia, mettere a frutto i vantaggi che possono nascere dall’apertura dei mercati e dalla globalizzazione.

Negli strumenti da adottare perché affrontare con generosità i temi dello sviluppo economico vuol dire rendere concreto il percorso indicato dall’enciclica Caritas in veritate dove il dono e la gratuità vengono indicati come elementi necessari a rendere non solo più equo, ma anche più efficiente il mercato.
Creatività e generosità valgono così nel delineare le scelte quotidiane come nel gestire i temi di lungo periodo. È per esempio significativo che proprio al tema della demografia e alla necessità di nuove prospettive abbia dedicato la sua copertina nelle scorse settimane l’autorevole settimanale inglese The Economist, sottolineando come nei prossimi vent’anni le persone con più di 65 anni passeranno nel mondo da 600 milioni a 1 miliardo e cento milioni.

I cambiamenti demografici solo in apparenza sono lenti e graduali. Basti pensare che la speranza di vita alla nascita in Europa dal 1900 è praticamente raddoppiata: da 46,2 a 80,5 anni per gli uomini e da 48,9 a 84,7 anni per le donne. Negli ultimi trent’anni la speranza di vita è aumentata in media di otto anni, riducendo peraltro il divario tra uomini e donne. Ma se l’analisi può essere relativamente semplice, le soluzioni appaiono senza dubbio complesse con scelte che rischiano talvolta di creare più problemi di quanti ne risolvano.

Le due ricette degli “esperti” sono quelle di alzare l’età pensionabile da una parte, di aumentare le tasse e i contributi dall’altra: due ricette che limitano la dinamica del mercato del lavoro e riducono la competitività delle imprese e del sistema economico.
Ecco perché sarebbero necessarie creatività e generosità per non affrontare con strumenti vecchi problematiche nuove. Il finanziamento della previdenza non si può ridurre a un problema solamente contabile. Sono necessarie nuove forme di partecipazione al lavoro degli “anziani” e una più aperta condivisione delle nuove opportunità verso i giovani.

 

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