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Attualità

PRESIDENTE IN CARROZZA

SERGIO REDAELLI - 06/03/2015

Secondo i sondaggi è già il leader più apprezzato d’Italia: forse perché da quando è stato eletto presidente della Repubblica il 3 febbraio scorso al quarto scrutinio, con 665 voti, Sergio Mattarella non ha sbagliato una mossa. In un mese ha già fatto capire che stile avrà la sua presidenza. Ha rinunciato all’aereo di Stato per tornare a casa in Sicilia con un volo di linea Alitalia e la scorta ridotta, ha preso il treno per andare a Firenze e il tram per muoversi nella città gigliata come un cittadino qualsiasi; ha annunciato l’apertura straordinaria del Quirinale agli italiani affinché – con quel che costa mantenerlo – possano almeno visitarlo e si è messo al servizio del Paese andando a incontrare la Merkel con un bel biglietto di presentazione: lo spread sceso sotto i cento punti, le riforme impostate dal governo Renzi e una maggiore stabilità politica.

A presidiare il Quirinale ha lasciato la squadra di collaboratori che sta lavorando per inaugurare il new deal del palazzo il 2 giugno prossimo, festa della Repubblica. Il gruppo è formato da Louis Godart, consigliere della presidenza per la conservazione del patrimonio artistico che conosce l’ex palazzo dei Papi come le sue tasche, da Mario De Simoni direttore generale delle Scuderie del Quirinale; da Francesca Cappelletti storica dell’arte e membro del Consiglio superiore dei beni culturali, da Alessandro Zuccari ordinario di storia dell’arte all’università La Sapienza e da Gianfranco Astori, consigliere del presidente per l’informazione. L’obiettivo è aprire la maggior quantità di spazi al pubblico, con orari da museo e locali per le mostre rispetto alle consuete aperture domenicali per gruppi e scolaresche.

Non è tutto facile come sembra. Servono bagni, guardaroba, servizi per i disabili, audio-guide in più lingue per ricevere più visite e ci sono problemi di usura, nel senso che certi accessori saranno intensamente utilizzati, come il gigantesco tappeto nel salone delle feste che dovrà sopportare il calpestio di migliaia di visitatori. Per non parlare dei parquet storici. Qualcuno ipotizza di ricorrere a visite prenotate a numero chiuso e a pagamento per rendere più produttivo il palazzo (a Buckingham Palace e al Palacio Real di Madrid si paga il biglietto). Lo deciderà il presidente. Saranno visitabili il salone dei corazzieri con i suoi sedici arazzi, la Cappella Paolina, il salone delle feste dove giurano i governi e si tengono i pranzi di Stato e la cosiddetta Manica Lunga con gli appartamenti imperiali.

Apriranno forse i giardini interni e il “torrino” sulla cui sommità sventolano la bandiera italiana, quella europea e lo stendardo presidenziale. Il Quirinale è il più bel palazzo di Roma, un gigantesco edificio di fine Cinquecento visitato da 250 mila persone l’anno, in cui hanno abitato i Savoia e trenta pontefici (l’ultimo fu Pio IX, il “papa liberale” che poi tradì le attese dei patrioti risorgimentali). Ha 1200 stanze e 1600 dipendenti di cui oltre settecento impiegati nella cura del palazzo e 102 nello staff presidenziale (pari a tre volte il personale della Casa Bianca, il doppio dell’Eliseo e Downing Street). Oltre a lavorare per il presidente, 297 tra corazzieri e addetti alla sicurezza gestiscono un patrimonio di arazzi di pregio, mobili, dipinti, sculture, statue, orologi e porcellane.

Si potrà visitare il Museo delle carrozze che il primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, volle nel 1870. Le quattro berline piemontesi di gala sono le più antiche e pregiate: come il “berlingotto” di Vittorio Emanuele I del 1789 con la cassa verniciata in oro e la carrozza del 1817, detta “degli sposi” perchè fu utilizzata per le nozze di Vittorio Emanuele II nel 1842 con Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena; l’Egiziana fu costruita invece per il carnevale del 1819 e, in seguito, ridipinta tutta di nero, servì per i funerali dei sovrani sabaudi. Poi ci sono le vetture coperte e quelle scoperte per la campagna, le carrozzine, i calessi e una berlinetta rococò del principe di Napoli fanciullo, il futuro Vittorio Emanuele III. In tutto, il museo contiene centocinque carrozze.

Come si diceva mantenere il Quirinale costa. Con una superficie di oltre centodiecimila metri quadrati, è probabilmente il palazzo presidenziale più esteso del pianeta (la Casa Bianca è venti volte più piccola). L’apparato costa circa 224 milioni di euro l’anno (dato previsionale per il 2015, in diminuzione rispetto a qualche anno fa grazie alla spending review promossa dal presidente Napolitano). È un peso notevole per un Paese dall’economia in crisi e con un debito pubblico tra i più alti d’Europa, tuttavia qualcosa si sta muovendo e non solo perché Mattarella usa i mezzi pubblici per spostarsi. Napolitano inaugurò nel 2013 l’operazione trasparenza pubblicando il bilancio di previsione del Colle e il nuovo presidente ha tutta l’aria di voler continuare sulla strada tracciata dal predecessore.

Nelle foto alcune delle carrozze custodite al Quirinale

 

 

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