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Editoriale

SCENARIO

MASSIMO LODI - 13/05/2016

I tre candidati sindaco Galimberti Malerba e Orrigoni

I tre candidati sindaco Galimberti Malerba e Orrigoni

La campagna elettorale di Varese entra nella bagarre finale. Lo scenario è questo. Orrigoni, candidato di Lega-Forza Italia-Ncd-Fratelli d’Italia e cespugli civici, rappresenta la continuità. Plaude agli amministratori attuali, apprezza i risultati della legislatura, assicura un “continuum” della stagione iniziatasi all’epoca del borgomastro Fassa. Chi sposa simile valutazione, convinto che la città sia stata condotta bene e lo sarà ancor meglio dagli epigoni del ventennio verde/padano, sa quale scelta compiere. Orrigoni si annuncia come personalità capace al tempo stesso di fare il sindaco e di dirigere il suo maxigruppo di sessanta supermercati. Reggerà al doppio impegno? Gli sponsor politici lo confortano, garantendogli: ti saremo vicini. Nessuno ne dubita. D’altra parte l’investitura di Maroni a capolista significa pieno appoggio. Addirittura: significa che il sindaco virtuale sarà lui, il presidente della Regione.

Galimberti, candidato di Pd, Varese 2.0 e lista di De Simone, la pensa all’opposto: ventitré anni di dominio del bossismo-berlusconismo sono trascorsi invano. Città non migliorata, difetti acuiti, stagnazione (a essere minimali) rilevabile in ogni settore. Perciò bisogna cambiare, rottamare, avvicendare. Il movimentismo civico di Zanzi gli ha aperto la strada: quando tutti dormivano, l’agronomo/guerriero era ben sveglio. Battaglia-simbolo, popolare e non populista, quella in contrasto al parcheggio della Prima Cappella: Maroni ha appena dichiarato che insisterà per costruirlo, Orrigoni boh, Galimberti ha replicato che, se vincesse, il giorno dopo avvierebbe la pratica per annullare il progetto.

Malerba, competitor della Lega civica, si dedica alla demolizione del mito leghista. Siluri verbali (1) contro coloro che in principio avevano pensato di candidarlo (Fontana e Maroni spesero parole autorevoli per lui) e poi, dopo averlo convocato nella sede del partito ed essersi spaccati nel giudicarlo, decisero di preferirgli Orrigoni. Siluri amministrativi (2) contro l’attuale governo comunale da parte d’un paio di ex Udc, sostenitori del presidente del Rugby Varese, che hanno contribuito a far mancare il numero legale nella seduta dell’assemblea civica in cui si doveva approvare il bilancio 2016. Una figuraccia per il centrodestra.

Siluri meno propulsivi (3) contro Galimberti, così diffondendo l’impressione –chissà quanto sbagliata o invece giusta- di voler distinguere tra avversari e avversari. Atteggiamento che non rende fantasiosa l’ipotesi d’un possibile incrocio/convergenza tra i due –più precisamente: la possibile empatia tra gli elettorati dei due- quando si giocherà la partita vera e cioè il ballottaggio, essendo improbabile che qualcuno conquisti Palazzo Estense al primo turno (un sondaggio reso noto dal Pd, e realizzato dalla Sgw, dà Galimberti al 44,7 per cento, Orrigoni al 38,7, Malerba al 13,3).

Infine, a margine (mica tanto a margine). Sarà importante il drenaggio dei suffragi ottenuti dalle liste di Pandolfo, Badoglio e Marcello nel conclusivo vis-à-vis tra i ballottanti; idem di quelli dei grillini, privati della chance di tifare per la squadra del cuore, ma non di seguire il cuore d’uno degli aspiranti al governo municipale. Le manovre per accattivarsene domani il favore, oggi sono già cominciate? Se non lo fossero, sarebbe singolare e ingenuo. Irrealistico e sprovveduto. Dilettantesco e imperdonabile.

 

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