Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Politica

REFERENDUM/1 NOSTALGIE SINGOLARI

GIUSEPPE ADAMOLI - 13/10/2016

italicumNel dibattito sulla riforma costituzionale è piombata la feroce polemica sull’Italicum. In parte per il chiarissimo tentativo di nuocere al Sì referendario. In parte per la connessione, a mio avviso innegabile, fra le due leggi per la ragione che entrambe si propongono il fine di aumentare la governabilità del Paese che ne ha sempre avuta poca.

In che modo? La riforma vuol dare più efficienza alle istituzioni repubblicane; eliminare lo spreco di energie, tempo, denaro pubblico insito nelle due Camere che fanno esattamente le stesse cose (caso unico in Europa, salvo la Romania); superare la confusione fra competenze dello Stato e delle Regioni che ha nuociuto allo sviluppo italiano; ridurre il professionismo politico e i suoi costi. L’Italicum, da parte sua, vuole assicurare che le elezioni producano un risultato certo su chi ha la responsabilità di governare senza dover ricorrere ad accordi fra partiti fieramente antagonisti alle elezioni.

Ci sarebbero altri modi oltre all’Italicum per garantire un tale risultato? Probabilmente sì. Ha fatto dunque bene Matteo Renzi a mettere sul tavolo la disponibilità a modificare la legge elettorale allo scopo di favorire l’approvazione della riforma che è l’innovazione decisiva destinata a segnare, in caso positivo o negativo, il destino del Paese per vent’anni. Della sorte dell’Italicum si deciderà quindi dopo il 4 dicembre. Ci sono però alcuni punti chiave che sarebbe bene non toccare. Lo spartiacque è fra sistema proporzionale, in vigore nella prima repubblica, ed altri sistemi che direttamente (come l’Italicum) o indirettamente (vari sistemi uninominali) assegnano un premio di maggioranza alla lista o forza politica vincente.

Non è un discorso teorico o campato in aria. Il proporzionale (a ciascuno la sua fetta o fettina di potere esattamente secondo i voti ottenuti) sta tornando in auge anche per iniziativa di chi meno te l’aspetti. È il caso, ma non solo, del M5S che lo ha sostanzialmente riproposto. Stupefacente la presa di posizione del suo capogruppo alla Camera, Andrea Cecconi: “Torniamo alla Prima Repubblica? E allora? Io non la rimpiango, ma dopo la guerra il nostro Paese è diventato uno dei più grandi del mondo”.

Un riconoscimento che potrebbe apparire musica all’orecchio di ex o post-democratici cristiani. Ma questa è una nostalgia da scacciare. Quell’epoca è definitivamente chiusa. La stabilità politica della prima repubblica (mentre i governi cambiavano ogni anno) era fortemente assicurata non dalla proporzionale ma dai grandi partiti di massa ciascuno con la propria identità, si potrebbe dire ciascuno col proprio destino: alla Dc e ai suoi alleati il governo, al Pci e ai suoi alleati l’opposizione.

Oggi quel sistema proporzionale, anche se con qualche correzione, sarebbe una sciagura, produrrebbe ingovernabilità, avvantaggerebbe solo i piccoli partiti che si garantirebbero la sopravvivenza, o i partiti che vogliono mantenere alta la percentuale di consenso elettorale ma senza l’onere di governare. “O da soli al governo oppure all’opposizione” afferma Grillo, ma col proporzionale non potrà mai governare da solo.

Immaginiamo due scenari contrapposti. Se vince il Sì, la legge elettorale, seppur modificata, non cambierebbe molto nei suoi connotati essenziali. Se vince il No, la spinta alla proporzionale sarebbe vigorosa e perfino il Pd, debilitato e in preda a probabili convulsioni interne, potrebbe non avere più la forza di difendere la scelta maggioritaria. E tutto questo avrebbe una sua logica. La politica bloccata e la necessità delle “larghe intese”, in un Paese con i partiti deboli di oggi, sono il corollario del sistema proporzionale.

Al referendum si vota esclusivamente per la riforma costituzionale ma è bene essere consapevoli di queste conseguenze. Non solo l’economia ma anche la democrazia diventa fragile con la debolezza dei governi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login