Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Società

GRIDO DI DOLORE

don ERNESTO MANDELLI - 01/12/2017

disabileQuel giorno il padre di Giovanni si alzò di buon mattino con il proposito, come aveva già fatto altre volte, di cercare una soluzione per suo figlio trentenne, disabile con diagnosi di “limiti mentali, media gravità”. Da due anni era disoccupato. La piccola ditta, nella quale aveva lavorato, era stata, come tante altre, travolta dalla crisi economica.

Recatosi all’Ufficio di collocamento, vide che la lista di attesa era diventata più lunga. Eppure lui conosceva molto bene la legge 12 marzo 1999/68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, per la quale le Ditte sono vincolate ad assumere persone disabili secondo le modalità stabilite dalla legge. Quindi lo Stato aveva recepito le istanze delle famiglie gravate da seri problemi per il futuro dei loro figli meno fortunati. Ma i tempi di attesa rimanevano comunque interminabili.

La seconda tappa fu il sindacato; gli dettero alcune informazioni utili ma anche scoraggianti. Poche erano le ditte che, nel rispetto della legge garantivano posti di lavoro a persone disabili. La maggior parte preferiva pagare le pesanti sanzioni previste. Gli fu anche raccontato di una esperienza positiva. Una ditta, avendo dato spazio a persone in difficoltà, aveva assunto anche un educatore con il compito di accompagnare i disabili e di armonizzare le relazioni tra i dipendenti. I lavoratori di quella ditta si dicevano soddisfatti per questa nuova iniziativa e per la collaborazione con le persone disabili. Questi lavoravano con impegno e costanza, felici di sentirsi accettati e valorizzati. Si erano così creati rapporti nuovi, segnati da valori di dignità e solidarietà. Un dipendente aveva commentato: “Dobbiamo riconoscere che stiamo vivendo una esperienza nuova, bella e umanizzante”. Il padre di Giovanni sognò per un momento che anche suo figlio potesse lavorare in una Ditta come questa.

Tornato a casa raccontò alla moglie il pellegrinaggio della giornata. Gli pesavano ancora addosso fortemente i dati reali della situazione lavorativa, di cui aveva preso conoscenza. Era normalità la chiusura di tante ditte alle richieste di lavoro per persone disabili e la loro propensione a pagare le sanzioni previste. Si parla di milioni versati. A un certo punto la moglie, nell’intento di dare un aiuto disse: “Proverò a parlare ai preti della parrocchia”. Lui, che a volte andava alla Messa la domenica, ma non era molto amico dei preti, sbottò: “Quelli stanno bene, non hanno i nostri problemi. Inoltre ci sono imprenditori e benestanti che vanno in Chiesa, amano farsi vedere dalla gente, ma non hanno né occhi né orecchie per le nostre difficoltà”. La discussione era diventata animata e a un certo punto la moglie temette anche che dalla bocca del marito uscisse qualche improperio. Effettivamente lui si trattenne, ma alla fine esclamò: ”Ma il tuo Dio fino quando ci farà penare?”. Non è stata una imprecazione, ma un grido di dolore, la sua preghiera.

P.S. Questa è storia dei nostri giorni a Varese

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login