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Chiesa

SICCOME TENEVA LA CASSA

MASSIMO CRESPI - 31/03/2012

Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: “Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?”. Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo. Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: “Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?”. Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: “Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. (Giovanni 11, 55-12, 11)

 

I Giudei cercano Gesù però, restando nel tempio, dicono: “Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?”. Come possono cercare qualcuno restando fermi lì, domandandosi se quello verrà da loro, testimoniando così l’intenzione di non muoversi per incontrarlo fuori dalle mura dove stazionano? Probabilmente essi non desiderano davvero cercare Cristo ma, come leggiamo, vanno da lui soltanto quando sanno di poterlo vedere guardando ciò che fa coi suoi miracoli: “Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti”. In altre parole, quei Giudei si interessano di Gesù presumibilmente perché egli compie cose mirabolanti, in grado di saziare la loro curiosità, di soddisfare la ricerca di straordinarietà nelle loro vite prive di novità grandiose.Comunque essi si dirigono verso Gesù, sia pure con motivazioni poco nobili, ignari della portata del messaggio del Salvatore che va ben oltre la sua capacità di meravigliare stupefacendo le genti; questo muoversi può tuttavia rappresentare la loro salvezza, poiché si muovono nella direzione giusta. Quanti fra noi si sentono richiamati dalla figura di Gesù Cristo? Quanti tra i nostri giovani, i quali sarebbero capaci di correre entusiasti incontro al Maestro, ne sono attratti? Grandi folle di persone? Essi, i giovani credenti, si ritrovano oggi nelle folle di chi vola alla ricerca del Nazareno? Sono sempre le cose ritenute grandiose che muovono le masse giovanili; in ogni parte del mondo, fortunatamente, migliaia di ragazze e di ragazzi si muovono celeri per incontrare Cristo offerto loro dalla Chiesa, ascoltano la sua voce proclamata ad ogni incrocio perché sono vigili, svegli, pronti. Sanno riconoscere la figura del loro Dio nei volti degli ultimi della terra che non conosce l’amore, e divengono missionari di carità a piene mani. Ma la tentazione per le cose straordinarie devia parte di queste forze giovanili, le porta ad affollare le curve delle tifoserie sportive più feroci, le piazze degli spettacoli più deprimenti, le vie degli spazi commerciali di tendenza che propongono l’iper, il mega, l’assoluto maiuscolo. La tentazione per le cose stupefacenti porta a far la fila alle stazioni ferroviarie, dove si comprano sostanze di brevi viaggi immaginari, magnifici quanto fasulli, dove si parte solamente quando ci si è tolti la paura; ad ammassarsi nei parchi, dove la musica non scuote l’anima, ma la testa, assordando le menti stanche di sentire la vita maledetta. La tentazione per le cose spettacolari porta ad iscriversi in mille per un posto dove si dovrà mostrare del talento mediatico sullo schermo, fingendo la felicità.

Maria si interessa di Gesù, lo segue prontamente e non gli chiede di compiere prodigi: non si fa tentare; si china per cospargere d’olio le estremità del Maestro, disinteressandosi delle sue facoltà superiori, invece si preoccupa di preservare e favorire la possibilità che Cristo muova agevolmente i suoi piedi, potendo continuare a camminare senza risparmio, con letizia, come ha fatto per giungere presso di lei nella sua casa a Betània. La giovane Maria sa che la grandezza, la magnificenza di Gesù sta più nella sua disponibilità, nella sua voglia di venire incontro agli uomini che nella sua potenza: perciò lo serve con umiltà, senza pretendere segni speciali, ma volendolo sempre vicino, felice di stare con lui in amicizia. Maria desidera soprattutto che si cammini il più possibile e profumando di santità, assieme a Cristo, con il quale tutto sarà possibile.

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