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Società

“PENNELLO ATTIVO”

FLAVIO VANETTI - 23/10/2020

robotChiamateli, se volete, piccoli Michelangelo. O magari piccoli Picasso, visto che per il momento quello che dipingono si avvicina di più all’arte astratta. La notizia giunge dagli Usa, da Atlanta e dal Georgia Institute of Technology, meglio noto come Georgia Tech. Gli informatici di uno dei più importanti centri di ricerca tecnologica al mondo hanno programmato dei piccoli robot e sono riusciti a far usare loro intuitivamente i colori per decorare una tela.

Ce lo raccontano due siti, robodaily.com e Rsvn.it, quest’ultimo con un articolo di Alessandra D’Anna. Spiega la collega: “Gli scienziati volevano esplorare il potenziale dei sistemi multi-robot ai fini della pittura artistica, fornendo agli artisti un modo intuitivo per interagire con un sistema multi-robot che li astrae dal controllo dei robot o dalla gestione delle risorse. Lo sciame di robot non è programmato per inventare nuove immagini, ma risolve i problemi con un certo livello di autonomia. Mentre si spostano sulla tela, coprendo le diverse funzioni di densità del colore, tracciano scie di pittura mescolando il colore nella proporzione più vicina alle densità che stanno monitorando”.

Le prospettive sono più che incoraggianti, sottolinea la dottoressa Maria Santos di Georgia Tech: “L’intersezione tra robot e arte è diventata un’area attiva di studio. Gli artisti e I ricercatori combinano la creatività e il pensiero sistematico per spingersi ai confine delle varie forme d’arte”. Ma qual è il vantaggio pratico per chi dipinge? Semplice: è il fatto che il team multi-robot è in grado di trasformarsi in un “pennello attivo” che segue l’indicazione umana; nello specifico, il singolo robot si muove sulla tela in accordo con le specifiche di colore fornite dall’artista. “Man mano che l’artista modifica le proprie esigenze creative – aggiunge Alessandra D’Anna –, i robot adattano di conseguenza la propria strategia ed esecuzione. Un gran bel passo in avanti.

Finora i ricercatori si sono basati sulle scie luminose proiettate per dimostrare il potenziale dello sciame di robot. Gli scienziati stanno attualmente sviluppando unità che possono effettivamente applicare la vernice. Il progresso della tecnologia ormai fa passi da gigante e si sta avviando verso il superamento dei limiti finora avuti”. Il bello è che siamo solo ai primi stadi dello sviluppo delle possibilità dell’intelligenza artificiale applicata all’arte: oggi i robot seguono solo flussi di colore, un domani riusciranno probabilmente a definire vere e proprie immagini. Èuna finestra aperta su un futuro affascinante: di questo passo, cambiando settore e passando ad esempio alla musica classica, non sembra impossibile immaginare un’orchestra formata da mini-automi. La dirigerà… Herbert Von Robot.

Da Rassegna Corriere.it

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