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Cultura

SENZA COSCIENZA

LIVIO GHIRINGHELLI - 04/06/2021

moraviaComposto nel corso di tre anni dal 1925 al 1928 e pubblicato nel luglio del 1929 con grande successo Gli Indifferenti si possono considerare come il primo romanzo esistenzialista, essendo La Nausée di Sartre e L’étranger di Camus venuti solo dieci anni dopo, riconoscendo peraltro l’autore che agli inizi di carriera si esprimeva solo per immagini e dialoghi, con un’altissima capacità rappresentativa, ma quasi nessuna riflessiva. “Non sapevo nulla dell’esistenzialismo “. Solo più tardi gli sarà dato di raggiungere l’alleanza felice fra istinto e intelligenza, narrativa e saggio. Il rapporto con la realtà è concepito senza alcun diaframma estetico e ideologico, opera letteraria e non politica ; ma critica ufficiale e pubblico ci videro una violenta polemica sociale, di qui i dissensi e le difficoltà da subito col regime. La società descritta è quella dei tempi successivi al delitto Matteotti, di una Roma affezionata ai suoi difetti più repugnanti, squallida e triste, senza coscienza della catastrofe morale, tepidamente stravolta e corrotta nel covare e viziare il nuovo regime.

Il romanzo di Moravia lacerava le ipocrisie correnti, facendo scandalo nel tempo, in cui si coltivavano la bella pagina, le poesie in prosa d’arte, dopo la letteratura formalistica fiorita nel dopoguerra.

Uscito dal sanatorio, a cui era costretto dall’età di nove anni a causa di una tubercolosi ossea, tanto da conseguire a malapena la licenza ginnasiale a causa della malattia, Moravia disponeva però di un bagaglio personale di ampie letture (tra cui Rimbaud, Dostoevskij, Shakespeare, Goldoni, ma soprattutto del Du coté de chez Swann di Proust e dell’Ulysses di Joyce (Gli Indifferenti si rifanno allo schema joyciano dell’agnizione spirituale). Con Gli Indifferenti e nel seguito delle sue opere Moravia esprime sempre più l’urgenza della crisi nel rapporto tra l’uomo e la realtà. rivolgendo l’attenzione al fatto sessuale, che è uno dei modi più primitivi e meno alterabili di rapporto con la realtà, come al fatto economico, anch’esso primitivo e costante. Compone dapprima ad alta voce la frase secondo l’orecchio e poi la trascrizione sulla carta. La punteggiatura è irregolare, nella prima stesura non ha né punti, né punti e virgola, ma soltanto lineette ad indicare le cesure tra un periodo e l’altro ; la punteggiatura regolare è aggiunta a romanzo finito in modo molto empirico. L’opera risulta alla fine scritta di getto nel suo lirico furore narrativo: la scrittura nervosa non si caratterizza per un’eleganza sforzata, giusto il contrario del calligrafico, del falso e intossicato bello scrivere e molto attento e analitico è lo studio dei particolari. Gli si rimproverava invece di scrivere male, indulgendo a crudezze e lenocini. Il successo, insospettabile, fu pieno col seguito di cinque edizioni.

La trama si inarca nello spazio di due giornate vissute da una famiglia della borghesia romana, gli Ardengo, un tempo ricchi, ma ormai in dissesto. La vedova Maria Grazia, matura, ma di personalità piatta e lamentosa, è tutta intesa, ma invano, a conservare l’interesse dell’amante, Leo Merumeci, trafficone che attende soltanto di metter mano sul patrimonio della donna. Leo, per contro, con la sua grossolana sensualità e turgida libidine, è invaghito della figlia, Carla, che smania solo d’uscire dalle ristrettezze familiari per iniziare una nuova vita, ricca, di soddisfazioni mondane; non prova alcun ardore e simpatia per Leo e lo asseconda via via seppure a fatica, anziché rifiutarlo, sino a compromettersi con lui in una tresca. Al quartetto partecipa in rilievo Michele, fratello di Carla e protagonista del romanzo, in cui l’autotre si metamorfizza. Incerto sul futuro, incapace di affaccendarsi e appassionarsi concretamente, ha una lucida visione dei difetti altrui e propri, ma non ne sa ricavare un’indignazione autentica, sospeso tra fantasticheria e goffa irresolutezza. La sua vita è percorsa senza fede e senza entusiasmo, è disperato senza illusioni. Il suo è un acuto sentimento di umiliazione e intollerabile disgusto per la versatile indifferenza. Su questo schermo bianco e piatto i dolori e le gioie passano come ombre senza lasciare traccia. Tutte le ricchezze del mondo per un po’ di odio sincero – invoca. La sua è tutta una recita nella notte. Insulta Leo, padre (putativo) da odiare, cerca di schiaffeggiarlo, gli tira contro un portacenere, infine tenta di ucciderlo, riuscendo sempre sconfitto: è costretto a chiedere scusa, la pistola acquistata per compiere il grande gesto dell’omicidio di Leo risulta al momento opportuno clamorosamente scarica. La sua inerzia si trastulla sull’orlo di un abisso.

I quattro personaggi di famiglia sono quasi sempre in scena, senza pause,senza digressioni: magistrale il dibattito, o meglio alterco, quando sono in tavola o in salotto. Lisa, il quinto personaggio, già amante di Maria Grazia e di Leo, scoperta casualmente la tresca di quest’ultimo con Carla, ne informa Michele, di cui l’ha presa il capriccio. In conclusione Carla è avviata per inerzia a sposare Leo, Michele è tacitato dalla promessa di Leo d’aiutarlo nella ricerca di un buon lavoro.

Crudeli nell’indifferenza le rimostranze di Michele a Carla, posseduta da un meschino bisogno di realtà nel cedere alle profferte sempre più licenziose di Leo: sapevo che ti annoiavi, che eri nella condizione adatta, che avresti facilmente ceduto; gli hai ceduto senza sapere perché, forse soltanto per far qualcosa. Nessun autentico coinvolgimento, nessuno sdegno vero per l’oltraggio recato all’onore familiare. La madre stolida rivolta al figlio: hai un’anima fiera e dritta come la mia.

La situazione: Maria Grazia vedeva la miseria, pur nell’ostentazione di un passato felice e spensierato, Carla la distruzione della vecchia vita spensierata, Michele non vedeva nulla ed era il più disperato dei tre (cap.6). “Quei tre si guardavano in volto stupiti e incomprensivi”. Leo in verità è un fantoccio ingigantito dalla mente esagitata del ragazzo, dilatato quasi sino alle proporzioni di un mostro (e se lo trova insediato in casa).

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