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Ambiente

L’APPARTENENZA ALLA TERRA

DANIELE ZANZI - 26/05/2012

Questo noi sappiamo: la Terra non appartiene all’uomo; l’uomo appartiene alla Terra. Tutte le cose sono connesse come il sangue che lega i membri  di una stessa Famiglia. Qualsiasi cosa ferisca la Terra, ferisce anche i suoi figli. Non è l’uomo che intreccia la trama della vita, egli ne è semplicemente una parte: qualsiasi cosa egli faccia alla Terra, lo fa anche a sé stesso e alla sua Famiglia”.

Non vorrei essere tacciato come seguace della New Age – ben lungi da me! – riportando questa citazione del secolo scorso attribuita al Grande Capo Seattle della tribù Suquamish dei Nativi d’America e che ben si adatta anche ai nostri giorni.

Questa che iniziamo è la Settimana  mondiale della Famiglia, un bene prezioso e vitale per tutto il genere umano. Un’istituzione che sembra non godere di buona salute  e su cui giustamente la Chiesa vuole che  si mediti. Uno spunto di riflessione che vorrei  qui condividere è la considerazione che, se è pur vero che la famiglia sia il fondamento della nostra civiltà e religiosità,  è altrettanto doveroso sottolineare come l’uomo non possa  fare astrazione dal contesto e dall’ambiente in cui da millenni si trova  a vivere.

Viviamo  all’interno di una famiglia, di una comunità, di uno Stato; non si può però essere avulsi  da ciò che ci  circonda e ci circonderà sempre, l’ambiente,  il cui rispetto dovrebbe essere parte integrante del  DNA umano. Eppure la Natura, la grande famiglia in senso lato cui tutti apparteniamo, è forse quella che conta oggi il maggior numero di lutti. Nel mondo c’ è una continua aggressione all’habitat; nelle regioni più povere si disbosca e si distrugge l’ambiente ad un ritmo forsennato; e chi  ne paga le conseguenze sono sempre i più deboli: i nativi  e i poveri  fuggono dalle loro nicchie ecologiche in cui si erano creati un equilibrio sociale e si “rifugiano” in inumane bidonville, dove al degrado ambientale non può che corrispondere il degrado sociale e familiare. Il profitto sopra ogni cosa, la speculazione edilizia  costringono un numero sempre più elevato della  popolazione mondiale a concentrarsi in agglomerati urbani dove la qualità della vita è pessima, dove il contatto atavico e genetico con l’ambiente è perso e dove come ovvia ed inevitabile conseguenza  si arriva  alla rottura  e al degrado dei vincoli familiari.

Tutti noi  immediatamente realizziamo i danni che l’aggressione continua alla Natura provoca; vediamo i deserti avanzare, parliamo di cambiamenti climatici, di effetto serra, di carestie, di città che perdono, nel nostro piccolo, la nomea di “Città Giardino”; stentiamo però a riconoscere le conseguenze sociali che questa miopia ambientale porta con sé. È necessario invertire la tendenza  con interventi grandi e piccoli, con alte strategie, ma anche con piccoli fatti, nel quotidiano.  Certo protestiamo  contro la distruzione della Foresta amazzonica, ma non dimentichiamoci di preservare anche l’ambiente, gli alberi che ci circondano, che costituiscono il nostro quotidiano. Enti ed  organismi qualificati internazionali, la stessa Chiesa hanno a più riprese fatto sentire la loro voce, lanciando l’allarme e proponendo rimedi e soluzioni. Urge però  anche una presa di coscienza da parte di tutti i comuni cittadini.

Il mondo intero, la nostra Diocesi in particolare perché direttamente coinvolta, si ritrovano questa settimana in Festa; Festa delle Famiglie con molti e significativi eventi in programma.

Il Santo Padre domenica dirà Messa nella spianata di Bresso celebrando ed esaltando la Famiglia come asse portante della nostra  società e della nostra religiosità.

Il Papa sarà proprio al centro del Parco Nord, un’area naturale creata una ventina d’anni fa grazie agli sforzi congiunti di quei  Comuni  – Sesto San Giovanni, Cormano, Bresso,Cinisello Balsamo – che, per porre rimedio alle continue aggressioni  perpetrate per decenni all’ ambiente, destinarono finalmente una parte importante del loro territorio anziché all’ edilizia scriteriata  che aveva generato un hinterland disumano e disgregante,  alla creazione di un’estesa oasi verde a beneficio dei cittadini. Fu la vittoria della qualità della vita sulla speculazione e sulla devastazione del territorio. Un bell’esempio, tutt’ora citato e fonte di tentativi d’imitazione in tutta Italia. Oggi Parco Nord è un pullulare di eventi, di  manifestazioni comunitarie dove le Famiglie si ritrovano con altre Famiglie a condividere momenti di svago e relax. Dove  i cittadini  trovano nell’estesa area verde un rifugio all’invivibilità della grande metropoli e dei suoi sobborghi. Frequento da tempo, per ovvi motivi professionali, Parco Nord e non finisco mai dallo stupirmi di vedere quanti nuclei familiari lo frequentino. Giovani coppie con i figli, coppie mature, anziani ancora teneramente mano nella mano a passeggio, magari con i nipoti e i pronipoti. Il bello e l’ordinato lasciano  spazio in genere solo per il bello e il positivo.

È raro incontrare a Parco Nord   i balordi o i  perditempo che prosperano invece nelle  confinanti città satellite  degradate o vandalizzate in cui si è perso il senso del sociale e dello stare insieme.

Benedetto XVI celebrerà ed esalterà le Famiglie, le Comunità; con lui sulla spianata di Parco Nord vi saranno un milione di fedeli, testimoni ideali di altri milioni e miliardi di abitanti del Pianeta Terra.

A tutti faranno da contorno i milioni di alberi che abbracciano e costituiscono Parco Nord: anche loro una grande Famiglia, forse più fragile e delicata di quella umana.

Che sia una festa vera per tutte le  diverse famiglie  che vivono sul pianeta Terra!

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