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Cultura

MEMORIA DI UN GENIO

DINO AZZALIN - 20/07/2023

morselliNella notte tra 30 il 31 luglio 1973, lo scrittore Guido Morselli, a 60 anni, nella sua casa di Varese, con un colpo di pistola, una Browning militare che lui chiama “la ragazza dall’occhio nero”, mette fine alla sua vita terrena.

Nessun editore ha voluto pubblicare in vita i suoi libri, a parte Proust o del sentimento e Realismo e Fantasia: le ripetute lettere, a intellettuali amici, filosofi, editori, cadono nel vuoto. Così tutte le opere diventano postume.

Non si può non pensare a una sorta di veggenza di un lavoro così originale come in Dissipatio H.G., che lascia spazio, con decenni di anticipo, a un grande vaticinio della realtà, dove lo scrittore prevede il dramma ecologico del pianeta Terra. Infatti, il protagonista, un solipsista e fobantropo, dopo un tentativo di suicidio in un lago alpino, uscito alla luce, si accorge che il genere umano (Humani Generis) si è dissolto in un baleno e lui è rimasto solo al mondo.

La sua scrittura nuova e coltissima fu, almeno per me, elemento sufficiente per un amore a prima vista che subito mi intrigò e condusse a un approfondimento dell’opera morselliana pubblicata. Roma senza Papa, con cui Adelphi inaugura le pubblicazioni di Morselli nel 1974 e gli altri che seguono – come Il Comunista, Divertimento 1889 - diventano chicche letterarie che collocano l’opera postuma per originalità e variabilità dei temi trattati tra le più importanti del ‘900 italiano. Senza dimenticare Uomini e amori” e Diari”, pubblicati più avanti come il recentissimo Grande Incontro di De Piante editore.

Conobbi la sua opera a iniziare dal 1978, quando Marco Dal Fior, redattore di Radio Varese e poi del Corriere della Sera, mi affidò per la rubrica di libri Il Fantasma, il Monaco e la Scimmia” la recensione di uno strano libro da poco editato da Adelphi e dal titolo emblematico, appunto Dissipatio H.G.

Guido Morselli dopo essere nato a Bologna vive quasi tutta la vita tra Varese e Milano. La sua famiglia benestante si è trasferita per lavoro a Santa Trinità, Gavirate, dove ha comprato una piccola tenuta con una casa (la Casina Rosa): egli si trasferisce in una specie di ritiro bucolico per scrivere e guardare la natura più da vicino, sempre in compagnia del suo cavallo Zefirino, con cui scende al Caffè Veniani e, seduto a un tavolino, scrive e si confronta col mondo.

Si può definire Guido Morselli un ecologo ante litteram? Si, è legittimo, e le ragioni sono molteplici. Questo scrive Valentina Fortichiari, raffinatissima studiosa, in “Natura e Uomo” (NEM), un librino da lei curato, in cui la scrittura di Morselli si erge a difesa della natura, un patrimonio inesplorato e che anticipa con profetica esattezza la tragedia ambientalista che l’uomo avrebbe perpetrato in poco meno di mezzo secolo.

«La difesa del verde è una necessità sociale», scrive in una lettera a “La Prealpina” nel 1952 e sembra quasi rivendicare sul sentiero 10 (dove sorge la Casina Rosa, oggi museo Morselli), il ruolo civile dello scrivere anche tra paesaggi e architetture liberty, dove la sensibilità di un intreccio tra arte, natura e letteratura può arricchire il pianeta Terra di un grande amore.

Oltre alla ripubblicazione di Realismo e fantasia, la NEM pubblica Le lettere ritrovate a cura di Linda Terziroli, scritte da Morselli a vari personaggi del mondo della letteratura, della filosofia, della teologia, delle scienze. Le lettere erano custodite in alcuni libri della biblioteca di Morselli che, per lascito testamentario, è stata donata alla Biblioteca Civica di Varese. Tra di esse c’è anche quella scritta a Benedetto Croce e la sua breve risposta. Inoltre, due brevissime a Piero Chiara di sicuro interesse poiché nessuno, a parte pochissimi esperti che hanno accesso al Fondo Chiara, ne conosce l’esistenza.

C’è anche una stupenda, breve lettera conclusiva di Maria Bruna Bassi a Chiara con un nitido e stilizzato ritratto di Morselli. Uno sguardo acuto, curioso, implacabile, che ci mancherà sempre se non impariamo a leggerlo o a rileggerlo più che parlarne o rappresentarlo, così potremo capire meglio la cifra del suo messaggio umano e il valore artistico della sua investigazione politica e letteraria, che in extrema ratio ci conduce alla storia e alla realtà.

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