Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Attualità

BATTI E RIBATTI

FABIO GANDINI - 29/09/2023

padelFino al 2020, a queste lande periferiche del geoide ma non solo, il Padel era pressoché sconosciuto. Roba da fanatici dello sport, da cultori iper-informati dei bollettini agonistici, quelli che la domenica sera, oltre che sui risultati della Serie A di calcio, si informano anche su come sia andata la quinta giornata del campionato gallese di cheeserolling, la rincorsa a una forma di formaggio che cade lungo una collina.

Tre anni, nemmeno quattro, ed è cambiato tutto. Oggi è la disciplina del momento, con milioni di praticanti del mondo (Italia compresa): sarà che è un’attività semplice da praticare, molto più friendly del tennis anche per chi non è così abile né coordinato, sarà che è divertente, sarà che è una moda (sostengono i detrattori)…

Quel che a noi più interessa, però, e appare sorprendente vista la freschezza del fenomeno, è che qui a Varese racchettoni e palline sono diventati un formidabile termometro politico e sociale, una legenda del contegno della maggioranza, dell’opposizione e della predisposizione dei cittadini ai cambiamenti.

In principio fu Lissago, nel 2021. Due giovani rampanti si fanno avanti con il progetto di costruire una serie di campi sui terreni – ormai incolti e abbandonati – di proprietà della curia. Dietro hanno un finanziatore d’eccezione, tale Scola Luis, l’asso argentino del basket che si è preso la briga di garantire il futuro della Pallacanestro Varese e, trasferitosi con la famiglia proprio sui dolci declivi che guardano il lago di Varese e i monti, ha ben pensato di investire per primo in uno sport che nella sua madre patria è una sorta di religione.

La compagine presenta l’iniziativa, incassa il parere favorevole del Comune e promette al quartiere – bellissimo ma sonnacchioso – una rivitalizzazione passante anche dall’apertura di un bar e dalla predisposizione di nuovi parcheggi per i residenti. Tutto ok? Nemmeno per sogno: una parte minoritaria ma rumorosa dei lissaghesi protesta, scende per strada, trova spazio nei notiziari locali, lamenta disagi per i lavori di edificazione, si preoccupa del rumore delle palline e delle urla dei giocatori, poi del traffico, quindi del consumo di suolo.

Pare un moto puramente civico, ma a soffiare sul fuoco ci sono civici che nelle ultime due tornate elettorali locali si sono presentati al giudizio del voto, una volta insieme a Davide Galimberti, una volta contro. Quella più recente, guarda caso.

Scatto in avanti, siamo nel 2023. A San Fermo viene varato il piano di un nuovo polo sportivo in via Pergine: esso prevede, tra l’altro, la realizzazione di una palestra di roccia, di un percorso di parkour, di un’area ristoro e somministrazione e di… cinque campi da padel, anche in questo caso gestiti da un privato.

Apriti cielo. Passa qualche settimana è scatta la sollevazione di una parte degli abitanti del rione. Il loro no è al consumo di nuovo suolo (pure qui), al sacrificio del campo da calcio oggi esistente, all’idea che un soggetto non pubblico possa lucrare da un’area pubblica e ai metodi dell’amministrazione, accusata di promettere un coinvolgimento dei residenti nelle progettazioni ma poi di disattendere completamente tale impegno, cambiando i termini in corsa senza avvisare nessuno.

A raccogliere la rabbia dei cittadini è tale Movimento Alternativo, con la Lega che immancabilmente si infila in qualche modo nella protesta. Per la verità, anche dall’altra parte dello schieramento, qualcuno ha da ridire: arrivano i comunicati di Progetto Concittadino e ColletiVA.

Totale-generale? Fuori da estemporanei giudizi di merito, appare evidente come il padel sia lo specchio della Varese odierna: di un’amministrazione cui va riconosciuta l’appartenenza al partito “del fare”, ma che spesso e volentieri si rende antipatica negandosi a un confronto autentico, insofferente ai tempi che esso richiederebbe e alle posizioni contrarie; di un’opposizione disarmata e a volte disarmante, che troppo frequentemente si imita a “succhiare le ruote” del malcontento di matrice non politica per cercare di avere un peso; di una Varese (ma non accade solo da noi) che non può prescindere dai soldi dei privati per aprirsi alle novità e di noi varesini che siamo sempre di più fieri sostenitori del motto Not In My Back Yard, “non nel mio giardino”.

Mentre scriviamo stiamo intanto cercando di prenotare un campo da padel nel circondario per una partita nel pomeriggio… Niente da fare, tutti pieni.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login