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Attualità

DOPO L’EMERGENZA

LIVIO GHIRINGHELLI - 30/11/2012

Todi 2 non è stato il preludio alla formazione di un nuovo partito cattolico, non rientrando questo nel compito dei credenti interessati al problema politico. Cisl, Acli, Mcl, Compagnia delle opere, Confartigianato, Confcooperative si sono ritrovati nell’appello accorato di Bonanni, leader della Cisl, a proseguire sul cammino dell’attuale governo con la prospettiva di tornare a crescere dopo l’emergenza escludendo l’arrembaggio alla spesa pubblica. Nell’operazione vanno coinvolte tutte le componenti sociali nel segno di una nuova ricostruzione italiana. E sono stati richiamati i nomi di De Gasperi, Mattei, Grandi. Con una constatazione: il nuovo non potrà arrivare dai vecchi partiti, incapaci di procedere a un rinnovamento.

Si sono invocati il taglio dei costi della politica, la riforma delle istituzioni e dello Stato, una nuova legge elettorale con preferenze nel rispetto della volontà degli elettori di decidere sulla scelta dei loro rappresentanti. Necessità primaria lo stabilire un patto per il lavoro e un fisco più equo per famiglie e imprese. Il prossimo governo dovrà comunque disporre di una maggioranza autenticamente politica. Sullo sfondo, defilata stavolta, la presenza della gerarchia.

Ha fatto seguito il cosiddetto Appello dei Cento: verso la Terza Repubblica, la società civile e il rinnovamento della politica, promotori Luca di Montezemolo, Andrea Riccardi, Andrea Olivero, Lorenzo Dellai, l’uomo delle autonomie e presidente della Provincia di Trento, Raffaele Bonanni, secondo l’impostazione di un mondo civico riformista, cattolico e liberale, contenitore vero e proprio di cultura civica. Lo scopo: stabilire una base di concordia per una ripresa dell’economia e della società, il voler essere un momento fondativo di contenitore al centro, col superamento dei populismi di destra e di sinistra contrapposti e l’intento di approfondire l’agenda Monti. È stata la premessa di un evento nazionale verificatosi a Roma lo scorso lunedì 19 novembre scorso negli stabilimenti De Paolis in via Tiburtina, vera kermesse dei moderati. Si può parlarne al proposito nei termini di un’alleanza Todi 2 + Italia futura, il movimento di Montezemolo.

Merito di Monti, nell’Appello, l’avere rasserenato il clima di intollerabile antagonismo delle due maggiori formazioni politiche del Paese e la restituzione del prestigio e della credibilità all’Italia. È voluta essere una presa di responsabilità corale di forze sociali, culture civiche e realtà associative, capaci di contribuire attivamente alla rigenerazione e al governo della nazione, in considerazione dell’eredità pesantissima di sfiducia lasciata dalla seconda repubblica. Nel programma restituire la dignità del lavoro come servizio pubblico e come intrapresa privata, una profonda riforma del welfare quale generatore di opportunità, la riduzione della pressione fiscale sul lavoro, produzione e cultura viste come fattori di sviluppo, l’investire sull’unità europea, valore della sussidiarietà e idea forte della persona. Esigenza: l’Italia torni a giocare in attacco, non abbandoni nessuno, recuperi la speranza, attivi risorse e pensiero contro le tentazioni del vittimismo. In calce al documento mancano però le firme di Emma Marcegaglia e Oscar Giannino (molto critico al proposito, trova il Manifesto blando sulle liberalizzazioni). Così dicasi di Confcommercio e Confcooperative. Critico anche Natale Forlani: non ci si può ridurre a una scelta pro o contro Monti.

Di Riccardi la considerazione: siamo un movimento di idee, non un partito; l’immensa ondata dell’antipolitica non va sottovalutata; va superato l’antagonismo di partiti emozionali e personali; bisogna pensare a una nuova stagione costituente e ripensare la costruzione del sistema, ravvivando lo spirito del Paese e la passione civile per crescita, solidarietà e rigore, a riscatto dalla nuova tangentopoli. Il problema al momento non è la creazione di una lista elettorale.

La convention per la Terza Repubblica ha visto come protagonista Luca Cordero di Montezemolo: non chiediamo a Monti di assumere la leadership di questo movimento politico, perché pregiudicherebbe il suo lavoro, ma vogliamo dare fondamento democratico ed elettorale al percorso iniziato dal suo governo, per proseguirlo. Va evitato il riformarsi di alleanze che contengono tutto e il contrario di tutto, la riedizione di governi i cui ministri scendevano in piazza contro i provvedimenti dell’esecutivo. Occorre riequilibrare il rapporto tra Stato e cittadini. Vanno rispettati gli impegni internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Chi occulta il proprio reddito ed evade è un ladro, esattamente come chi sperpera i fondi pubblici. È indispensabile rendere più incisivo il processo di spending review, con la creazione di una agenzia per monitorare le uscite. Mai più deleghe in bianco alla classe politica, mai più l’umiliazione di essere commissariati o di essere l’anello debole in Europa e nel mondo. Il livello fiscale è a livelli record, si taglino tutti gli incentivi a fronte dell’abbandono dell’Irap.

La convention ha visto sul palco uomini della cultura e delle arti, della ricerca e dell’Università, economisti, mentre Castagnetti e Gentiloni del Pd, presenti in platea, si sono detti interessati, ma concorrenti.

Si è discusso di investimenti nella ricerca e nell’innovazione, del principio di favorire il lavoro e l’impresa di qualità, di riorganizzare la macchina amministrativa, di rinnovata solidarietà nazionale in un’ottica di giustizia sociale. Il problema non è tanto di vincere le elezioni , ma di potere e di sapere governare.

Il fermento al centro è sempre più vivo: quale l’approdo?

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