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TOPOFILIA 2.0

FLAVIO VANETTI - 07/11/2025

Ci può essere una correlazione tra un luogo geografico e quello che noi proviamo per esso nel profondo dell’animo? Non solo: questo legame può anche aiutare a migliorare il rapporto con il territorio? La risposta è sì in entrambi i casi e lo scenario apre le porte perfino a qualcosa di più importante: lo studio di queste “liaison” ha una documentata valenza scientifica. Gli antichi latini avevano percepito qualcosa, in questo senso: loro parlavano infatti di “genius loci”.

Questo è lo sfondo del secondo volume di “Effetto Topofilia. I luoghi dell’anima. L’anima dei luoghi”, scritto dalla scienziata italo-austriaca Roberta Rio e pubblicato da Trigono Edizioni. Il libro è la continuazione e l’approfondimento del primo su un metodo riconosciuto come scientifico nel 2011 dall’Università di Glasgow e del quale Roberta è sviluppatrice. Si parla dunque di come i posti agiscono sulle persone e come le persone, spesso personaggi e illustri luminari nei campi più svariati, possono essere lo specchio e il prodotto del luogo di origine. La domanda chiave è: in che modo il “genius loci” esercita la propria influenza anche sull’evoluzione di un territorio e dei suoi abitanti? Ed ecco gli interrogativi consequenziali: quali circostanze o eventi si sono verificati in un determinato posto con la probabilità che possano ripetersi? In quale rapporto di qualità stanno il posto e le persone che lo abitano?

L’Effetto Topofilia diventa pertanto una scienza capace di sintetizzare il fascino della storia con i principi della statistica; due cardini, storia e statistica, che forniscono informazioni utili sulle migliori destinazioni d’uso da dare a un’area o a un immobile, suggerite da elementi oggettivi che inducono a preferire una soluzione rispetto all’altra. Non si tratta di fungere da “veggenti” della situazione, ma di lavorare in termini di ricerca e di comparazione. Ciò può costituire anche un contributo al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo economico. Il metodo Effetto Topofilia studia anche il modo nel quale il luogo influenza la persona, la sua salute, i suoi rapporti e addirittura il successo professionale.

La raccolta dei dati storici e statistici e la traduzione dei risultati in base alle necessità attuali diventano gli strumenti applicativi del procedimento: nel percorso personale e professionale di ogni singolo individuo va pertanto sempre tenuto conto anche dell’impronta del luogo nel quale vive, lavora o semplicemente transita. Il “genius loci” fa insomma la differenza sul carattere e sui prodotti di un territorio e dei suoi abitanti: può suggerire la riconversione di una casa e come il cambiare abitazione possa talvolta migliorare la salute o i rapporti in famiglia. Ma è appunto un suggerimento, non un ordine. Perché l’esperienza con ogni luogo è soggettiva e la scelta personale è sacra. In questa ottica, interessante diventa il lavoro compiuto dalla dottoressa Rio e portato come esempio, perché legato a uno fra i più grandi artisti in assoluto che l’Italia abbia mai avuto: Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese, piccolo Comune della Valtiberina, in provincia di Arezzo. Quanto Michelangelo è stato influenzato dal fatto di essere nato lì, anche se di famiglia fiorentina? Quali peculiarità, anche geomorfologiche, del territorio si sono poi riflettute sulla sua personalità umana e artistica? Sono tutte domande alle quali l’Effetto Topofilia può dare risposte convincenti, escludendo prima di tutto che certe situazioni derivino dalla pura e semplice casualità.

Nota: Effetto Topofilia è un marchio registrato

Corriere.it