In Confidenza

PREDICARE L’OGGI

Don ERMINIO VILLA - 23/10/2026

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“Al mondo non basta la predicazione della Parola; c’è anche bisogno di vedere la vita impregnata di quelle parole”, soleva ripetere don Oreste Benzi. A significare che la vera sfida, per ogni credente, deve consistere nel coniugare il dettato evangelico con le sfide del nostro tempo, qui e ora.

Ecco perché i pastori d’anime hanno una grande responsabilità nel ministero della predicazione. Lungi dal voler esprimere un giudizio temerario che possa offendere la suscettibilità di qualcuno, credo che noi, che per vocazione siamo dediti al servizio della Parola, dobbiamo chiederci con sano realismo se stiamo davvero facendo il massimo per scuotere le coscienze di una società, come la nostra, in cui è sempre più evidente la spaccatura tra fede e cultura, parafrasando San Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi.

Il mistero di Gesù Cristo, Dio fatto uomo, esige, infatti, la profezia intesa come capacità di illuminare il presente, cogliendo i segni dei tempi, alla luce delle Sacre Scritture.

Troppe volte, infatti, certi sermoni appaiono asettici, algidi e ingessati, al punto che, se fossero stati proferiti in epoca medievale, al tempo della Controriforma, nella stagione dei Lumi o nel Novecento, sarebbe stato lo stesso.

Non basta recuperare la saggezza degli antichi, trasmessa dalla Tradizione o dalla vita dei santi, ma occorre anche attualizzare la Buona Notizia, tenendo conto del contesto esistenziale in cui siamo immersi. Purtroppo la novità del Vangelo spesso viene sottaciuta, perché esige una presa di posizione coraggiosa che potrebbe essere fraintesa o addirittura rifiutata.

Eppure sappiamo bene che l’identità cristiana esige da ogni credente di manifestarsi al mondo come segno di contraddizione.

Dell’argomento ha scritto papa Francesco nell’Evangelii gaudium al n. 135: “L’omelia è la pietra di paragone per valutare la vicinanza e la capacità di incontro di un Pastore con il suo popolo”.

Per questo motivo non è fuori luogo l’espressione “Bibbia e giornale” che si ispira all’affermazione di Karl Barth: “È necessario che tra la Bibbia e il giornale, come tra due poli di un arco elettrico, comincino ad accendersi lampi di luce per rischiarare la terra”.

Un suggerimento dal quale si evince che la combinazione tra lo studio delle Scritture e l’interpretazione dell’attualità – anche se come discipline appartengono ad ambiti distinti del sapere – non può non innescare la consapevolezza e l’impegno a essere sale della terra e luce del mondo nel nostro tempo.