Sorpresi, impreparati. Anche delusi, incerti. Travolti dallo sfascio – violenze dei casseurs, rivolta di camionisti/agricoltori, proteste degli studenti – lo sono apertis verbis i garanti del governo. Lo sono ambiguis verbis i contraddittori dell’opposizione. Non se l’aspettavano quelli che se lo dovevano aspettare, e idem quelli che li dovevano mettere sull’avviso. Qualora se ne fossero rivelati in grado.
Eppure era nota la sofferenza economica, era noto il disagio minorile. Eran note le tensioni di lavoratori sotto schiaffo, eran noti i ritardi nella modernizzazione scolastica, eran note le chat della gioventù precriminale. Mah. Sottovalutazione, superficialità, inadeguatezza. Di chi governa, di quanti obiettano a chi governa. Certo, in primis di chi governa. Non basta rispondere su ogni problema a suon di slogan, rancorosità, propaganda. Le emergenze sociali vanno affrontate con piani d’intervento strutturati: so cosa fare da oggi a lunga data. Le emergenze educative allo stesso modo. Le emergenze economiche, figuriamoci. Altrimenti bisogna, come minimo, parlare d’inidoneità al ruolo. A numerosi ruoli. Come massimo, d’incoscienza rappresentativa del mandato. Di numerosi livelli del mandato.
E l’ordine pubblico? L’ordine pubblico l’amministri studiando, intercettando, prevenendo. Guai a farsi spiazzare così (toh, il verbo casuale). Circola l’eco d’un programmato raid vandalico a Milano e non ti organizzi al meglio. Rifai l’errore il giorno dopo. A quali sicure mani ci affidiamo? E l’intelligence, olimpo dell’informazione-secret, cosa ci sta a intelligere ignorando l’essenziale di ciò che dovrebbe sapere?
Ancora, sguardo più ampio. Guerra ibrida. Esiste il sospetto d’infiltrazioni straniere – russe, però su le antenne verso gli americani – nella dileggiata Europa, specialmente nelle collassate Spagna e Francia, da ultimo nell’Italia ex/post trumpiana spaccata sul putinismo. Adottare qualche misura precauzionale, no? Qualche decreto in meno e qualche anticipo difensivo in più? Qualche cenno d’intesa nazionale, interpartitica oltreideologica, su allarmanti criticità invece della tiritera noi bravi oggi voi cattivi ieri? Importa zero il rimpallo di responsabilità politiche del passato, importa un senso collettivo di responsabilità politica nel presente.
Qui si va incrinando la ragion d’essere della Repubblica, almeno questo è chiaro in mezzo a tanto scuro. Con lividi riflessi d’immagine per il domani del Paese: gravato di simili insidie, chi più lo frequenterà? Lo straniero che vede autostrade bloccate, negozi ridotti a macerie, militari girare nei centri storici, ben si guarderà dal girarvi egli first. Lui per primo. Ovvie le conseguenze. Almeno sino a quando non avremo uno Stato in ben altro stato.