In Confidenza

RIPOSO SMARRITO

Don ERMINIO VILLA - 30/10/2026

Una festa religiosa in Calabria

Alla fine degli anni ’70 tante feste liturgiche infrasettimanali, che nei secoli avevano ritmato la vita del popolo, furono depennate dal calendario civile, o perlomeno dislocate alla domenica.

Non si può negare che per parecchie ragioni fosse una scelta saggia, motivata dalle mutate condizioni di organizzazione del lavoro. Erano gli anni della crisi energetica e non ci si poteva permettere durante la settimana di spegnere gli impianti, interrompendo il ciclo produttivo, e di ignorare le esigenze dell’economia.

Sacrosanto, dunque, anche se poi, dopo aver sacrificato tante feste sull’altare della produzione e averle estromesse dallo spazio pubblico e comunitario, si è pensato di reintrodurre nello spazio privato e individuale altrettante pause di interruzione del lavoro (le settimane bianche, i giorni di carnevale, i vari week-end dei ‘pacchetti benessere’ o dei mercatini di dicembre e molto altro).

Forse sarebbe più corretto dire che si è smarrito il senso del riposo come festa, subordinandolo e rendendolo funzionale al lavoro e al consumo. Perché? La mentalità dominante tende a ridurre l’uomo alla sua dimensione economica e a considerarlo come individuo isolato invece che come un “io in relazione”.

Egli, almeno nelle società occidentali avanzate e stando all’immagine che ne danno i mass media, sembra fare a meno della relazione con Dio e aver ristretto sempre più il campo delle relazioni con gli altri.

In realtà le cose non stanno affatto così. Ogni uomo, strutturalmente, ha bisogno di appartenere. “L’appartenenza – cantava Giorgio Gaber – è avere gli altri dentro di sé”. Infatti, la voglia di famiglia resiste. E il bisogno di Dio non si riesce a cancellare.

Le folle mobilitate dai Papi del nostro tempo ne sono una conferma impressionante. Sono ancora molti quelli che si riconoscono in una fede religiosa, sia pure molto spesso secondo il modello di una religione “fai da te”! Anche per l’uomo del terzo millennio le relazioni costitutive e gratuite sono inaffondabili. Non per nulla il riposo e la festa sono associati alla comunità, alla ripresa, al perdono, alla bellezza…

Non si può – nemmeno oggi – salvare l’uomo senza salvare la festa. E come? “Ricordati di santificare le feste” recita il terzo comandamento. Uno dei cardini della vita delle grandi religioni. Per cristiani, ebrei e musulmani c’è un giorno nella settimana speciale e privilegiato, che segna il senso di tutti gli altri giorni. Un giorno in cui, salvando un tempo dedicato a Dio, l’uomo si educa a ricevere la propria vita da Dio e dagli altri.