
“Indicare un solo libro per ciascuno di essi sarebbe riduttivo. Tutti sono importanti per il percorso articolato dei rispettivi interessi e approfondimenti storici”. Così Marco Tamborini, presidente della Società Storica Varesina, commenta l’iscrizione di tre illustri studiosi di storia locale tra i ventotto nuovi ammessi nel Famedio varesino. Sono Luigi Ambrosoli (1919-2002), Leopoldo Giampaolo (1909-1983) e Giuseppe Armocida (1946-2026), i cui nomi vanno ad aggiungersi a quello di Mario Bertolone (1911-1965) che figurava tra i primi cinquantotto annunciati il 26 gennaio 2026, giorno dell’inaugurazione del Pantheon cittadino. Con loro salgono a ottantasei i varesini ricordati nella grande lapide sotto il portico d’ingresso del cimitero di Giubiano.

“La Società Storica Varesina vede riconosciuti i propri meriti – ammette Tamborini – Se vogliamo sintetizzare al massimo i risultati del loro impegno, Luigi Ambrosoli ha condotto studi imprescindibili su Carlo Cattaneo. Leopoldo Giampaolo ha dato impulso alla Società Storica Varesina e alla pubblicazione della Rivista con ricerche e saggi dal Settecento al Risorgimento e Giugi Armocida ha coltivato interessi diversificati, dalla storia locale alla medicina. Tutti e tre sono stati studiosi di grande spessore. Come del resto Mario Bertolone, direttore dei Musei Civici di Varese che fondò il Centro degli studi preistorici e archeologici e il periodico Sibrium”.
Valutando l’elenco dei nuovi nomi ammessi nella galleria della memoria di Giubiano, Tamborini sottolinea il valore delle scelte compiute dall’amministrazione comunale ma non rinuncia a una nota critica: “Finalmente ci si ricorda del poeta Speri Della Chiesa, un personaggio fondamentale per il recupero della bosinità e del dialetto locale. Perché non ci

hanno pensato prima? Lodovico Pogliaghi è un altro artista centrale, ha dato la sua casa a S. Maria del Monte che è uno dei pochi musei che esistono a Varese. E l’architetto urbanista Ovidio Cazzola ha fatto molto per il recupero del castello di Belforte e per la conservazione dei nostri non infiniti monumenti, che in certi periodi storici erano completamente dimenticati”.
Il nuovo presidente della Società Storica Varesina ha esordito ottenendo l’assegnazione della sede associativa nella prestigiosa location di Villa Mirabello, peraltro fortemente voluta dal predecessore Giugi Armocida: “Una soluzione che ci dà una casa definitiva in un luogo appropriato”, osserva. E sulle new entry nel Famedio conclude: “Da storico vorrei sottolineare i meriti dell’ingegnere Antonino Mazzoni che non ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo impegno dove e quando si discuteva

dei progetti che interessavano la città. E vorrei ricordare Pietro Macchione, sempre attento alla storia della città d’adozione, sia come studioso, sia come editore di storia locale e collaboratore della Rivista della Società Storica Varesina”.
Ecco l’elenco dei ventotto nuovi nominativi accolti nel Famedio che sono stati approvati dal consiglio comunale riunitosi il 26 ottobre a Palazzo Estense: Luigi Ambrosoli, Giuseppe Armocida, Clemente Ballerio, Enrico Bianchi, Giuseppe Bortoluzzi, Luciano Brunella, Ovidio

Cazzola, Cesare Corti, Edoardo Chiesa, Speri Della Chiesa, don Vittorione (Vittorio Pastori), Anna Maria Gandini, Livio Ghiringhelli, Leopoldo Giampaolo, Pietro Macchione, Antonino Mazzoni, Ester Miglierina, Giovanni Montorfano, Guglielmo Mozzoni, Giovanni Pierantozzi, Lodovico Pogliaghi, don Franco Rimoldi, Scipione Riva Rocci, Cornelio Roella, Carlo Sonzini, Giuseppe Talamoni, Luigi Vermi, Ezio Zonda.