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Incontri

FRANCESCO DA CISLAGO

GUIDO BONOLDI - 18/10/2013

Per un medico il rapporto con ogni paziente è sempre un incontro, che insieme alla conoscenza di quello specifico caso clinico, apre anche alla scoperta della esperienza umana, di cui quel paziente è portatore. Ci sono casi in cui questo incontro si rileva particolarmente significativo.

Ho avuto la possibilità di sperimentare recentemente un incontro di quelli che non si dimenticano con un paziente di nome Canavesi, che un collega chirurgo mi aveva chiesto di valutare e che, per la gravità del caso, avevo ritenuto opportuno ricoverare subito nel mio reparto.

Quando dopo circa una settimana dal giorno del ricovero, la moglie e la figlia sono venute a portarmi in dono degli ottimi dolci, mi si è accesa la lampadina: “Ma allora è il famoso pasticcere Canavesi, che aveva la pasticceria in Via Veratti a Varese, proprio di fronte al negozio di mio nonno Giuseppe Brusa?”. Sì, era proprio lui!

Quanti ricordi mi sono tornati alla mente: il nonno Peppo e la nonna Erminia hanno abitato per molti anni proprio in Via Veratti, di fronte alla pasticceria, sopra il negozio di targhe e timbri, caccia e pesca, “Brusa e Maroni”. Quando si andava a pranzo alla domenica o in occasione di qualche altra festa comandata dalla Erminia, non mancava mai, a coronamento del lauto pasto, un dolce di Canavesi.

Il signor Francesco da Cislago aveva iniziato la sua attività nella città bosina nel lontano 1958 e l’aveva portata avanti per qualche decennio, prima di ritirarsi e di cedere ad altri la pasticceria, che nel frattempo era diventata un riferimento sicuro per tanti varesini, i quali, oltre alla perizia del pasticcere, apprezzavano anche la cordialità dell’uomo.

Ho incontrato Francesco Canavesi nell’ultima fase della sua laboriosa vita, segnata da una malattia che non gli ha lasciato scampo: un uomo buono con una famiglia splendida, che pur nel dolore per la scomparsa dell’amato marito e padre, ha manifestato una profonda gratitudine per i nostri tentativi terapeutici.

Ora, caro Francesco, nostro Signore ti ricompenserà, anche per tutti i dolci con i quali hai cantato le sue lodi.

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