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Cultura

LA POPOLARITÀ DELL’ASSUNTA

PAOLA VIOTTO - 01/08/2014

Il dogma dell’Assuzione della Vergine fu proclamato da papa Pio XII nel 1950. Ma la convinzione che Maria, in quanto madre di Dio, fosse stata elevata in cielo anche con il corpo era antichissima. La festa del 15 Agosto veniva già celebrata in Oriente nei primi secoli cristiani ed è tuttora una delle grandi solennità della chiesa ortodossa.

La quantità di chiese dedicate all’Assunta, da Gallarate a Daverio, da Bregano a Cairate, da Gazzada ad Angera, a Domo per non parlare del Santuario del Sacro Monte, testimonia la popolarità di questo culto anche nel nostro territorio, soprattutto a partire dal Quattrocento.

Molto più rare sono invece le rappresentazioni pittoriche. Una molto bella, ma purtroppo in cattivo stato di conservazione, si può vedere nella Collegiata di Castiglione Olona. Posta sull’arco trionfale, a ideale completamento del ciclo di episodi della vita di Maria dipinti da Masolino nell’abside, è stata riscoperta soltanto nel 2003. Attribuita a Paolo Schiavo, altro autore toscano attivo a Castiglione, è databile intorno al 1435. L’iconografia utilizzata è quella, di origine orientale, della Dormitio Virginis, o Dormizione di Maria. Rappresenta cioè Maria stesa sul letto e circondata dagli Apostoli. Nella parte alta dell’affresco Cristo accoglie tra le sue braccia l’anima della Madre, raffigurata come una bimba avvolta strettamente in fasce.

Si tratta del tipo di rappresentazione più antico, derivante dalle icone bizantine, che più avanti nel corso del Quattrocento venne sostituito da una nuova iconografia, quella oggi a noi più famigliare. Essa mostra la Vergine mentre sale al cielo sostenuta da angeli e accolta da Cristo, lasciando gli Apostoli intorno al sepolcro vuoto. Così appare ad esempio nella Quattordicesima cappella del Sacro Monte, dove lo scultore Francesco Silva ha saputo esprimere al meglio il loro commosso stupore, senza dimenticare il dettaglio dell’incredulo Tommaso che si sporge per verificare che la tomba sia veramente vuota.

Recentemente la riapertura del monastero di Cairate e la mostra milanese su Bernardino Luini e i suoi figli hanno riportato all’attenzione il grandioso affresco di Aurelio Luini nella chiesa delle monache. Datato e firmato 1560 si trova sulla parete di fondo della chiesa e fu commissionato dalla badessa Antonia Castiglioni. Costituisce la parte centrale di un trittico che presenta a destra la nascita di Maria e a sinistra la sua morte. Lo scomparto dell’Assunzione, più alto degli altri due per evidenziare l’importanza del soggetto, è diviso nettamente in una parte inferiore, in cui gli Apostoli si affollano intorno al sepolcro, e in una superiore in cui la Vergine in piedi a mani giunte sale verso il cielo in una corona di nubi, accompagnata da una piccola orchestra d angioletti. Ancora più in alto, nel lunettone che conclude la parete, un pittore meno dotato ha dipinto il Paradiso, dominato dal Padre Eterno che apre le braccia per accogliere Maria.

Una versione più semplice e popolare dello stesso tema si vede anche nella chiesa di Santa Maria a Venegono Superiore. La tradizionale immagine della Vergine circondata da angeli è stata inquadrata all’interno di una elaborata cornice seicentesca che ha nascosto gran parte delle figure degli Apostoli. Resta il viso dolcissimo di Maria, che mentre viene assunta in cielo e incoronata guarda verso il basso a coloro che rimasti sulla terra invocano la sua intercessione.

 

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