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Chiesa

IL SANTO DELLA BELLEZZA INTERIORE

FELICE MAGNANI - 04/12/2014

francescoFrancesco ha saputo amare ed essere amato in un mondo dominato dalla ricchezza e dal potere. È stato considerato un idealista, un sognatore, un perditempo, uno che non aveva capito niente del progresso e delle nuove virtù economiche e politiche del suo tempo, eppure il suo modello di santità ha scavalcato i secoli, la scienza, la filosofia, l’arte, la musica ed è rimasto unico, non solo per l’Umbria o per l’Italia, ma per il mondo intero.

Oggi il mondo s’incontra ad Assisi per rinnovare il suo immenso bisogno di pace. Ad Assisi l’uomo cerca se stesso, il senso della vita e la forza del perdono. Una radicalità d’azione quella di Francesco, che ripropone il tema dell’austerità, del vivere semplice, di una fraternità sentita e condivisa. La dolcezza e la tenerezza con le quali cantava e amava la sua terra, i fiori, gli animali, Dio e gli uomini scuotono ancora il bisogno di comprensione e di tenerezza delle creature.

Nella società della corruzione, Francesco ripropone la santità di amare senza chiedere, di servire obbedendo. Ancora una volta la storia del menestrello umbro apre le porte di una rinascita che va ben oltre sistemi e strategie. Ci richiama alle cose semplici, al calore di una famiglia più umana. Il santo della poesia delle creature e di madonna povertà, che ha camminato lungo le vie del mondo per portare la sfolgorante ricchezza del Vangelo, ci indica la via del rinnovamento interiore.

È come se ci ricordasse che la vera forza degli uomini sta in un’interiorità ricca e propositiva ed è sul tema della bellezza spirituale che gioca le sue carte, è sul vangelo di Cristo che indica la sua terapia della gioia terrena. È nel momento in cui la bellezza sfiorisce sotto l’incalzare dei disastri ambientali, della cementificazione selvaggia e dell’incuria umana che il cantico delle creature diventa l’inno della rinascita, l’unica forza capace di ridare fiato e speranza a pensieri e consapevolezze delusi. C’è un rapporto da ricostruire, ci sono relazioni da convertire, comportamenti da cancellare, dove trovare l’esempio? Forse nel rispetto francescano delle cose, nella capacità di saper rinunciare alla protervia del denaro, all’inganno della corruzione, a chi vorrebbe usare la creazione a proprio uso e consumo. È nel segno della speranza che rileggiamo l’armonia del menestrello più conosciuto al mondo, che ha saputo restituire all’uomo un’opportunità, vivere con la gioia di credere nel miracolo dell’amore.

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