Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Attualità

IL DEGRADO CHE NON CAMBIA

CESARE CHIERICATI - 12/12/2014

corso moro

Degrado in corso Moro

L’uomo del destino per un anno e poco più a Palazzo Estense potrebbe rispondere al nome di Riccardo Santinon, trentadue anni, studi al Nuccio Casula di Varese e allo IULM di Milano poi una breve carriera nel settore alberghiero suggellata da una massima icastica rintracciabile su InfoJobs: “Quando nasci e cresci in un hotel ti rendi ben presto conto che tutto è possibile nella vita e che per ogni problema c’è sempre una soluzione”. Affermazione quanto meno impegnativa visto l’elenco delle deleghe che il sindaco Fontana gli ha assegnato nel trasferirle da Clerici a lui, vediamole: sostenibilità e tutela ambientale, verde pubblico, parchi, aree protette, lavori e appalti pubblici, protezione civile, iniziative ecologiche, manutenzione e pronto intervento, logistica uffici comunali.

Davanti al giovane assessore, che molti si ostinano a dipingere come un clone di Clerici, compagno di scuola, amico e sodale politico, c’è un orizzonte d’azione limitato ma, volendo, molto stimolante. Ha l’occasione di dimostrare non in un relais sul lago ma nell’“Hotel Estense” che appunto “per ogni problema c’è una soluzione” come ha fiduciosamente proclamato. E Varese, egregio Santinon, la Varese che fa capo al suo assessorato, ha una necessità assoluta di soluzioni e di concretezza.

La più immediata riguarda il degrado endemico di alcune zone del centro storico che da anni i media e molta parte dell’opinione pubblica denunciano inascoltati: il tratto di Corso Aldo Moro compreso tra piazza San Giuseppe e piazza Monte Grappa, sul lato sinistro per chi proviene da via Vittorio Veneto; via Como nell’area adiacente la scuola Mazzini, le Poste centrali e i vari vicoli di collegamento con via Morosini; il collegamento coperto tra via Carrobbio e Piazza Ragazzi del ’99.

Graffiti di ogni genere e tipo, scritte varie, immondizia sparsa a cielo aperto, gruppetti di bulli in sosta più o meno permanente. Uno schifo che va in scena da anni senza che la pubblica amministrazione abbia mosso un dito, non uno straccio di vigile a controllare, non un graffito cancellato, non un graffitaro pescato con le bombolette in mano se non quello che ha timidamente imbrattato il pozzo di piazza Canonica in un grigio mattino di bigiatura scolastica.

Tre emergenze da sanare immediatamente costi quel che costi, con un intervento di pronto soccorso urbano senza rimpalli di responsabilità e rinvii permanenti, tecnica in cui appare maestro l’assessore Piatti che a più riprese ha promesso la neutralizzazione dei graffitari e una graduale ma inesorabile ripulitura dei muri cittadini.

Insomma il buon Santinon ha da subito a disposizione un’occasione per dimostrare discontinuità rispetto al passato e voglia di fare. Piuttosto che a tagliare nastri e a partecipare a convegni vorremmo vederlo circolare discretamente per la città, che ci auguriamo conosca bene a differenza di molti suoi colleghi di Giunta, con il telefonino in una mano e un taccuino nell’altra. Non per scrivere su Facebook improponibili esternazioni come faceva il suo predecessore, ma per documentare il degrado e girare le immagini agli uffici competenti, sempre piuttosto miopi e vischiosi, affinché intervengano in tempi rapidi e certi come impone del resto il suo capitolato d’oneri alla voce “manutenzione e pronto intervento”. Perché, caro Santinon, “Le parole sono pietre” come scriveva un grande della letteratura italiana del novecento, Carlo Levi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login