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Divagando

SINDACO/3 STAGIONE DELLA RESPONSABILITÀ

AMBROGIO VAGHI - 20/11/2015

primarieLe elezioni per la nomina del candidato sindaco del raggruppamento di centrosinistra sono alquanto ravvicinate. Si voterà domenica 13 dicembre. Tempi stretti, forse troppo, perché la città si renda conto della novità, meglio della opportunità che viene offerta a tutti i varesini di poter esprimere la propria opinione. Una occasione per passare dalla protesta, dal mugugno, dall’astensione (rinuncia dei propri diritti), alla proposta concreta e all’indicazione delle persone che possono attuarla.

Per la prima volta a Varese non si comincerà a parlare del rinnovo del Consiglio comunale soltanto quaranta giorni prima del voto. Per la prima volta non saranno soltanto le segreterie dei partiti a fornire un mese prima le liste di sindaci e candidati. E per la prima volta, è sperabile, meno cittadini decideranno a chi dare il voto soltanto il giorno prima delle elezioni o, addirittura, propenderanno di starsene a casa. Primarie dunque come primo importante momento di partecipazione democratica. Sarà apprezzato? La risposta verrà dai fatti. L’avvio ha prodotto sensazioni positive, come è dimostrato dalle oltre 2.600 persone che hanno sottoscritto la presentazione dei candidati.

In mancanza di una legge in proposito il peso di condurre questa opera propedeutica alla campagna elettorale vera e propria ricade tutto sui candidati-sindaco e sui partiti e movimenti che organizzano le primarie. Nel caso di Varese il Pd e Varese 2.0 nelle persone dei candidati De Simone, Galimberti, Marantelli e Zanzi che si sono attivate per incontrare gli elettori sia con modi tradizionali che innovativi.

Il primo motivo dell’incontro è stato soltanto apparentemente burocratico, quello di raccogliere un numero sufficiente di firme di cittadini per regolarizzare la loro candidatura. L’occasione è stata quanto mai propizia per parlare dei problemi della città, del programma generale della coalizione centrosinistra e sopratutto per arricchire tale programma con idee proprie. Cioè… ecco cosa farei da sindaco di Varese. Da qui il confronto. Ma anche la verifica della capacità di raccogliere idee e istanze dei cittadini,sui problemi singoli o del quartiere che, messi insieme, diventano i problemi di tutta la comunità. Servizi pubblici, viabilità, assistenza, lavoro. Cioè… ecco cosa mi attendo dal mio Comune.

L’avvio sembra positivo se misurato con l’interesse delle persone incontrate nei modi più diversi, coi banchetti nelle piazze del centro cittadino o nei rioni, nei circoli cooperativi e persino sui campi di calcio. I candidati correggendo qualche sbavatura iniziale pare abbiano compreso che nella competizione ogni polemica personale sul passato del tipo: dov’eri tu… mentre io. Oppure sui certificati di nascita, facce vecchie e facce nuove, dispute di relativa importanza. Saranno i varesini a fare le loro scelte davanti a un’offerta quanto mai ricca di persone che hanno acquisito importanti competenze professionali, esperienze politiche e civili dimostrando non comuni sensibilità umane e passione per la cosa pubblica.

Forse neppure tutti noi ci rendiamo conto che con le primarie viene aperta una nuova stagione dei diritti e della responsabilità. Il diritto di non essere ridotti a cose, a numeri, a sudditanza della cattiva politica. Ma anche sopra tutto la responsabilità della partecipazione, della bontà delle scelte personali abbandonando gli sterili mugugni e l’isolamento civico. La politica, la buona politica, vuole ridare fiducia ai cittadini.

Se l’offerta alla città di un confronto primario va sicuramente a merito della coalizione di centrosinistra, ora però è attesa alla prova l’intera cittadinanza varesina. Dovrà dare un giudizio sui problemi irrisolti degli ultimi vent’anni e sul come è stato amministrato il Comune. Un giudizio da non lasciare esclusivamente ai leader della politica.

Starà ai varesini valutare i candidati-sindaco alla luce degli orizzonti che prospettano per l’avvenire di Varese. Come salvaguardare il nostro bellissimo ambiente, come migliorare la qualità della vita di chi risiede, di chi frequenta la città per lavoro o per studio, di chi deve transitarvi o soggiornarvi, di chi si aspetta una soddisfacente occupazione o un aiuto se, sfortunato, si trova tra “gli ultimi”. Starà ai cittadini scegliere una “vocazione”che garantisca uno sviluppo sostenibile in una dimensione territoriale che vada oltre i confini comunali attuali.

E a infrastrutture come andremo? È possibile accantonare per sempre la modernizzazione dei servizi ferroviari, la realizzazione di nuovi percorsi stradali e di insediamenti produttivi non più manifatturieri? Possiamo rinchiuderci nelle nostre mura limitandoci alla buona manutenzione del nostro bello?

Tanti problemi e tante idee, speriamo brillanti. Varese ne ha bisogno. Le primarie rappresenteranno l’avvio del chiarimento di tanti discorsi.

Il 13 dicembre, Santa Lucia, nella tradizione di molte plaghe lombarde giungono in anticipo le strenne natalizie ai bambini buoni. Speriamo vivamente che la santa si ricordi anche di noi varesini e ci porti in dono un ottimo futuro sindaco.

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