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Attualità

RISARCIMENTO MORALE

CESARE CHIERICATI - 19/02/2016

VARESE CONFERENZA STAMPA DA GHIGGINI PER RAGGRUPPAMENTO ASSOCIAZIONI CONTRO LA COSTRUZIONE DI NUOVI PARCHEGGI CON DANIELE ZANZIAlla resa dei conti giudiziaria le accuse a Daniele Zanzi, contenute nell’esposto alla magistratura inviato nel 2015 dal sindaco uscente Attilio Fontana, si sono dimostrate un castello di carta senza fondamenta. Infatti l’agronomo cittadino, leader del Comitato Civico Varese 2.0, è stato prosciolto mercoledì scorso dal GUP (giudice per l’udienza preliminare) Stefano Sala perché “il fatto non sussiste”, un giudizio che non lascia ombre di sorta e che lo risarcisce sul piano morale di tutte le strumentalizzazioni politiche e delle speculazioni giornalistiche – vergognose in alcuni casi – imbastite intorno all’episodio.

La vicenda è nota ma vale la pena ricordare come l’ipotesi di “abuso d’Ufficio” formulato nell’esposto del Comune fosse legata ad alcune pratiche, curate da Zanzi in qualità di privato professionista, e poi passate al vaglio della Commissione del paesaggio, organo peraltro consultivo di Palazzo Estense, da lui stesso presieduta. Evidentemente in base alla sentenza pienamente assolutoria si è trattato di qualche dimenticanza del tutto veniale non ascrivibile a una volontà di procurare vantaggi a se stesso e alla sua azienda.

Giova rammentare anche che Zanzi era arrivato al vertice della Commissione paesaggio nel 2008 sulle ali di un voto unanime o quanto meno di una larghissima maggioranza. Con la sua autorevolezza professionale poteva infatti rivelarsi un prezioso conforto alle decisioni dell’esecutivo sul piano ambientale. Non esattamente così sono andate le cose perché di fronte a scelte lesive del patrimonio ambientale cittadino come il Parcheggio di Villa Augusta non esitò a mettersi di traverso, non solo contestando formalmente le scelte dell’Amministrazione ma addirittura organizzando una clamorosa protesta nel corso di una seduta del Consiglio comunale.

Di lì cominciò un serrato braccio di ferro col sindaco culminato nel novembre 2012 con la rimozione di Zanzi per “sopravvenuta incompatibilità”. Per solidarietà si dimise l’intera commissione. Soltanto nel maggio 2015 però dal cilindro del Comune uscì l’esposto alla Magistratura spazzato via mercoledì scorso dalla decisione del GUP. Nel frattempo era infatti venuto al pettine un altro nodo gordiano della seconda giunta Fontana, il parcheggio della Primo Cappella, frutto di un accordo tra Comune, Provincia, Regione e Parco del Campo dei Fiori, un’infrastruttura costosissima la cui realizzazione potrebbe compromettere la seicentesca chiesetta dell’Immacolata, intasare la strada, provocare danni a un sottosuolo inesplorato e dunque sconosciuto. Il tutto sul perimetro del sito Unesco del Sacro Monte di Varese.

È storia di ieri la mobilitazione popolare (5/6 mila firme raccolte in poco tempo) contro il ventilato autosilo a due passi dalla via Sacra, a tutt’oggi congelato ma non ancora del tutto scongiurato. Tutte vicende determinanti nella nascita del Comitato Civico Varese 2.0 di cui Zanzi divenne il naturale portavoce, che non ha lesinato critiche circostanziate anche al masterplan di Piazza Repubblica varato in tutta fretta nella primavera scorsa da una Giunta ormai in dirittura d’arrivo. Difficile davvero non vedere nella concatenazione degli avvenimenti un tentativo di mettere, per via giudiziaria, una zeppa nelle ruote veloci di un movimento scomodo e incisivo.

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