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Società

COMPLICATI PASSAGGI

FELICE MAGNANI - 08/02/2019

maestriStiamo vivendo un momento difficile, in cui diventa estremamente complicato capire che cosa stia succedendo, a chi appartengano le ragioni e i torti, quale sia la strada giusta per porre riparo alle numerose inadempienze che si sono accumulate in questi anni e soprattutto in questi mesi.

C’è un mondo che sta cambiando, ci sono continenti che entrano con molta energia nella storia, dimostrando come questa possa cambiare sotto la spinta di intelligenza, creatività, volontà e determinazione. Si tratta di capire quale sia la strada giusta da seguire, che cosa sia più opportuno fare, quali valori consolidare e quali modificare, che cosa di quello che facciamo sia utile e che cosa invece crei ulteriori difficoltà e problemi.

Può essere un momento pericoloso, da affrontare con fermezza ideativa e realizzativa, ma anche con lungimiranza e molta pazienza, può essere l’inizio di una nuova stagione di benessere per l’umanità o un momento di profonda crisi d’identità, ma la storia insegna che è nei momenti difficili che l’umanità deve saper guardare dentro se stessa, capire che cosa stia succedendo, trovare le motivazioni valide per riemergere, anteponendo sempre la comprensione e la forza coesiva di valori sottoscritti e condivisi.

Non è con la rabbia in corpo, con la difesa a oltranza di personalismi e di convinzioni di natura autoritaria che si costruisce il futuro di una collettività ampiamente provata da problemi di vario ordine e natura, ma con l’umiltà di chi è consapevole di quanto sia importante allestire un tavolo di confronto che sappia parlare un linguaggio nuovo, dove ciascuno possa esprimere con piena libertà la propria visione del mondo e delle sue attese e dove, insieme, si affrontano le grandi aspirazioni della storia.

Oggi si sente una impellente voglia di fare, di essere protagonisti, di dimostrare che l’intelligenza e la disponibilità possano essere ovunque e che, proprio per questo, occorra saper guardare lontano, oltre quei confini che hanno segnato lo spazio e il tempo di una presunta verità. Tutto cambia rapidamente e lo fa spesso in modo caotico, privo della giusta armonia e del giusto equilibrio, in molti casi ci si lascia prendere dalla smania di dover fare tutto in fretta, senza meditare e ponderare con infinita ragionevolezza sulle cose da intraprendere e da realizzare.

Si ha quasi l’impressione che l’uomo si lasci sorprendere dalla caducità di un destino che sente scivolare via velocemente e di cui spesso non sa darsi ragione. È la lotta di sempre, quella che mette a confronto l’aspirazione con la realtà. Ascoltando le persone si ha la netta sensazione di una marcata irrequietezza esistenziale, il tono alto e timbrato è come se volesse dimostrare che non c’è tempo, che bisogna fare in fretta, che la verità non può attendere e che quello che dico io sia più importante di quello che dici tu, è come se il tempo si fosse impossessato della lucidità storica, assoggettandola al predominio di un’ambizione che si chiude spesso in una ombrosa individualità.

Nei momenti difficili ci si mette alla prova, si misura la propria forza e il proprio coraggio, si dimostra agli altri quello di cui si è capaci, il valore di quello spessore umano che governa la qualità delle relazioni, la forza di quei valori che abbiamo appreso vivendo all’interno di una straordinaria realtà esistenziale.

Come spesso succede l’uomo ha bisogno di altri uomini che lo sappiano capire e orientare, che gli permettano di tirar fuori quella personalità che ognuno porta con sé come segno distintivo della propria storia e della propria natura.

La storia, quella vera, quella che è stata maestra di vita, ha avuto educatori di grandissimo rispetto, uomini e donne che hanno saputo guardare più in là, immaginare e anche un po’ sognare, dimostrando che non sempre quello che tocchiamo con mano o vediamo sia la soluzione, ma che occorre andare sempre un pochino oltre, dove l’impossibile può diventare possibile e dove la legge, per quanto antipatica e frenante, ci costringe a riflettere e a pensare su una condizione, quella umana, che ha sempre bisogno di correttivi e di buoni consigli per non diventare preda della furbizia e della illegalità.

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