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Divagando

LA RISCOPERTA DEL NOSTRO LAGO

AMBROGIO VAGHI - 12/10/2012

Qualcuno ha detto recentemente, dopo la buona riuscita dei Campionati Europei di Canottaggio nel lago di Varese, che ci sono voluti gli australiani, gli inglesi e non so quali altri stranieri a scoprire la vera vocazione delle nostre acque di casa. L’affermazione non è del tutto esatta ma dobbiamo riconoscere che possiede un certo fondamento. Per la verità non è che i varesini cui competevano le scelte, e parlo dei pubblici amministratori, avessero ignorato in passato come meglio utilizzare le aree a lago della città e particolarmente la Schiranna. A parole la “vocazione” di quel comparto era da quasi tutti riconosciuta come agricola, di sport e ricreazione, ma di fatto i comportamenti pratici sono stati assolutamente incoerenti con l’assunto. Hanno fatto eccezione soltanto l’Azienda autonoma di soggiorno negli anni presieduta dal notaio Luigi Zanzi che ha profuso impegno e capitali nella costruzione del parco a lago e i promotori del campo di volo a vela. Per il resto nulla. Se non addirittura si è remato contro consentendo insediamenti di residenze assolutamente da contrastare e di converso contrastando iniziative coerenti con la dichiarata destinazione sportiva e ricreativa dei luoghi. Colpa dell’impostazione data da Piani regolatori generali che in effetti consentivano edificazioni su tutto il territorio comunale sia pure contemperate da volumetrie di diverso impatto.

Così alla Schiranna dove avrebbero dovuto starci soltanto le vecchie case, i cascinali e i terreni agricoli e la fabbrica ex Avio Macchi, bloccata e fino al suo trasferimento o chiusura, il Comune ha consentito un proliferare di insediamenti abitativi. A chi contrastava le nuove abitazioni alla Schiranna veniva risposta in Consiglio comunale che non si poteva negare la costruzione di una casetta su un terreno ereditato dal nonno. Potenza di un pugno di voti. Da un villino oggi, sul prato del nonno, e da un piccolo condominio domani, se il prato del nonno era un po’ più esteso, siamo giunti alla fine a distruggere “ul Baricch” con le sue stalle dalle quali veniva tanto buon latte per la città. Ora là è sorto addirittura un piccolo quartiere, pare in buona parte disertato da compratori. E se un domani di compratori ce ne saranno non mancheranno pure loro di lamentarsi per i disagi recati dalle fiere, dalle feste popolari, dal luna park e da altri, da noi sperati, Campionati di canottaggio, magari del mondo. Chiederanno al Comune di provvedere alla disinfestazione dalle zanzare. Almeno questo, non potendo chiedere alla pubblica amministrazione di mettere nei sacchi quel tanto o poco delle frequenti nebbie… Comportandosi come i vecchi residenti che in tempi non lontani hanno impedito la presenza dei go-kart e protestato per qualunque manifestazione che limitasse la loro tranquillità, pretendendo a gran voce che venisse portata altrove.

Ora che l’Amministrazione comunale di Varese sta predisponendo il nuovo strumento urbanistico che governerà lo sviluppo del territorio cittadino penso sia il caso di non girare più attorno al problema Schiranna. Si dica chiaramente che la “vocazione” del luogo dovrà essere effettivamente rispettata e realizzata: luna park e Fiera d’autunno non dovranno occupare altro territorio; potranno rimanere dove stanno oggi, ovviamente migliorandone i servizi e gli accessi. Così si dovranno garantire spazi per ulteriori sviluppo dell’area canottaggio e degli alberghi, pensare ad un campeggio o almeno ad un’area per camper. E, perché no, prevedere, appena i mezzi finanziari lo consentiranno, la costruzione di una grande piscina coperta olimpionica. Gli sport dell’acqua potranno cosi completarsi ed interagire.

Ci sembra il caso di abbandonare per sempre precedenti scelte sbagliate fatte per il solito pugno di voti anziché nell’ l’interesse dell’intera città e del territorio.

Grazie, Campionati di canottaggio se ci avete ricordato tante cose. Sarà un riscatto per noi varesini l’agire di conseguenza. Sarà il solo modo per farci perdonare l’avere consentito l’ irrimediabile inquinamento delle acque del nostro amato lago.

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