Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Universitas

INSUBRIA, IL FUTURO NEL SENSO D’APPARTENENZA

SERGIO BALBI - 12/10/2012

Il Prof. Alberto Coen Porisini, classe 1961, laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano nel 1987 e Professore Ordinario di Sistemi per l’Elaborazione dell’Informazione presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali è stato eletto Rettore dell’Università dell’Insubria. La sua nomina avviene in un momento in cui riforme normative all’interno dell’Università e delle amministrazioni del territorio (basti pensare alla questione delle Province), spending review, crisi economica, rendono il clima all’interno del quale costruire proposte e realizzare progetti, piuttosto fluido, incerto; per questo è necessario, per dare una valutazione del futuro dell’Università di Varese e Como analizzare alcuni punti fermi, alcuni valori, sui quali sapere di poter contare per un avvenire che si vuole proiettato in una dimensione a lungo termine. Innanzitutto voglio osservare che l’Università dell’Insubria ha appena 14 anni di vita (è stata infatti istituita il 14 luglio del 1998) e voglio sottolineare la parola “appena” perché nella storia di un’istituzione culturale e scientifica come un’Università la possibilità di innestarsi nel tessuto sociale e nella realtà del territorio, la ricaduta positiva di questo fatto, con un connotato di reciprocità e sinergia, richiedono tempi dilatati e molta pazienza, alimentata dal fatto di credere fermamente nel patrimonio che rappresenta per tutti i cittadini.

Se poi consideriamo la peculiare struttura bipolare del nostro Ateneo (con le sue due sedi principali di Varese e Como, insieme anche alle altre sedi di Busto Arsizio e Saronno) si comprende facilmente come il lavoro di scambio, dialogo ed armonizzazione tra le molteplici anime che all’interno di questa istituzione si incontrano, debba essere prioritario sia per gli organi di governo universitari ma anche per le amministrazioni e le forze sociali, produttive e culturali del territorio. Le molte esperienze e saperi che costituiscono questa Università, dovranno proseguire nei prossimi anni un lavoro di sviluppo di un senso di appartenenza e compattamento che renda sempre più riconoscibile ed armonioso il dialogo con le scuole ed il mondo del lavoro per essere sbocco naturale per le prime e risorsa imprescindibile per il secondo. Ritengo che segnali in questa direzione ci siano e rappresentino la realizzazione di questi impegni, basti pensare alla prossima inaugurazione del Collegio Universitario di Bizzozero, in un’ottica di servizi, universitari e cittadini, che riescano ad accrescere e facilitare la possibilità di accesso per un numero maggiore di studenti, cuore ineludibile dell’istituzione Universitaria, e polo per favorire, in una prospettiva internazionale, gli scambi con altri Atenei e Ricercatori; un altro segnale che ritengo positivo è dato dall’attenzione che le elezioni del Rettore hanno avuto a livello dell’informazione locale, sia online che della carta stampata, stimoli a considerare queste vicende cose che ci appartengono, prima di tutto come abitanti del territorio e poi come utenti, in prima persona o per i nostri figli.

All’interno del tessuto universitario questa modalità di proporsi come polo culturale e di servizio determina la necessità di organizzare e sottoporre a valutazione i campi della ricerca e della qualità della didattica; gli strumenti per questo sono costituiti ed operanti come previsto dalla norma vigente anche se naturalmente sono convinto che sia l’intima motivazione di ognuno il migliore indicatore di un lavoro fatto bene. Sono membro di questo Ateneo dal 2008 e condivido quindi la sua strada da poco tempo, ma la prima impressione che ne ricavai, e che sento ancora, è stata di apertura alle idee e progetti che, con serietà ed impegno, vengono proposti nel suo contesto; questo ha rappresentato per me (chiedo scusa per la piccola deriva personalistica) un’eccellente opportunità di crescita professionale. A chiosa di tutto ciò allora, proseguendo sul crinale autobiografico, riporto un piccolo aneddoto, a mò di sottolineatura a quanto detto; Massimo Lodi, proponendomi un commento sull’elezione del Rettore, metteva in oggetto alla mail il titolo “futuro universitario”. La successiva, di una mia allieva, in attesa del risultato di un concorso di dottorato, in cui mi ribadiva le motivazioni e la determinazione a proseguire il cammino di studio intrapreso, metteva come oggetto la frase “qualunque cosa accada”. Unisco i due “oggetti” e chiudo: “futuro universitario, qualunque cosa accada”.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login