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Società

L’ORA DEL BENE COMUNE

ALBERTO PEDROLI - 10/11/2011

 

Chi si aspettava un acceso dibattito su cause e rimedi della crisi che ci attanaglia, sarà rimasto deluso all’incontro organizzato da Compagnia delle Opere, Centro Kolbe e Fondazione Lombardia Europa a corredo della mostra Cor Magis, ospitata a Villa Ponti sino all’11 novembre per sollecitare una riflessione su cosa significhi oggi lavorare per il bene comune a partire dal significato che questo aveva nella Siena del Trecento e straordinariamente rappresentato negli affreschi di Lorenzetti nel Palazzo Pubblico (ne ha parlato su queste pagine Annalisa Motta).

Ma l’intento era altro: partire non da riflessioni teoriche o da una posizione “intimistica” – come ha riassunto a termine dell’incontro Sergio Segato – ma da una posizione “realistica”, cioè da come ciascuno possa cogliere la sfida del tempo presente e proseguire in un impegno a beneficio di tutti. Hanno così presentato la loro esperienza tre “testimonial”, ciascuno operante in un ambito diverso: quello dell’accoglienza, quello della formazione pubblica e quello dell’impresa.

Innocente Figini ha raccontato la vicenda di Cometa, una fondazione che nel comense concretizza un’esperienza di accoglienza e comunione nata da un fatto: l’incontro con Don Giussani nel 1986 che ha colto il desiderio di comunione dei protagonisti di questa avventura umana e l’ha tradotto nell’invito a farne esperienza: “Andate e vivete insieme”. Così oggi Cometa è diventata la “città nella città”, dove vivono quattro famiglie con figli naturali e adottati (in cinquanta a cena insieme ogni sera!) ed intorno una rete ancora più vasta di famiglie aperta anche ai bambini che dopo la scuola trovano una proposta educativa attraverso un aiuto nello studio, le attività espressive, creative e sportive. La sfida è continuata e nel 2003, nasce Cometa Formazione per dare un’opportunità concreta a un centinaio di ragazzi che hanno abbandonato la scuola senza alcuna prospettiva lavorativa.  “Non si tratta di comprendere astrattamente la parola comunione – dice Figini – ma è stata la realtà che ha posto delle sollecitazioni e la comunione è diventata accoglienza: tutto è  cresciuto di incontro in incontro”.

Claudio Merletti, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Varese e Como, ha poi portato la propria riflessione sul contributo che anche nella formazione scolastica la comunità cristiana può portare al bene comune a partire dal proprio “ethos”, riconsiderando, ricapitolando, rigenerando… Ma soprattutto testimoniando come il bene comune non sia mera condivisione di interessi ma tensione ad una ragione che ci accomuna.

Da ultimo l’intervento di Giuseppe Ranalli, imprenditore abruzzese, titolare di Tecnomatic, azienda che opera nel campo della componentistica automobilistica e oggi leader nella progettazione e realizzazione di motori elettrici per l’ibrido benzina-elettrico: un settore promettente, dunque, ma dove non sono mancate gravi difficoltà connesse alla difficile congiuntura che stiamo vivendo ormai da tre anni: prima diciassette brevetti internazionali, la crescita, poi d’improvviso il crollo della Lehman Brothers, i clienti che non ritirano più la merce, i debiti che si accumulano, ma soprattutto – dice Ranalli – una inconfessabile paura che paralizza ogni iniziativa. La ricetta per uscirne? Non vergognarsi di parlare con tutti, di chiedere aiuto, attingere a tutte le proprie risorse, valorizzare conoscenze ed innovazione, “aguzzare l’ingegno” per individuare e ridurre gli sprechi… e così persino la crisi diventa opportunità di sviluppo! Ma questo non sarebbe possibile senza quella amicizia i cui nomi ci riportano all’esperienza di Cometa: Don Giussani, Enzo Piccinini, Don Carron, gli amici di Comunione e Liberazione che Ranalli cita pubblicamente senza nascondersi dietro la maschera dell’imprenditore di successo in Italia e all’estero.

Guardare in faccia la realtà, non cercare di piegarla ai propri desideri è dunque l’invito che ci viene rivolto: una realtà a volte dura e difficile ma certo più ricca di opportunità – per chi le sappia cogliere – di quanto dicano gli altalenanti listini di borsa.

Nella foto: i relatori all’incontro dell’8 novembre a Villa Ponti

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