“Contrordine, compagni: mi sono sbagliato”, disse il Conte Ugolino parlando al popolo e lumando la “cabeza” del Galimba. Per quale motivo aveva errato, mettendo poi a tiro delle fauci il beneamato sindaco della (ex) “Città Giardino”, ora “Città della monnezza in libertà”? Perché, da appassionato di minigolf, il Conte si è accorto che non sembra affatto vera la notizia circolata questa estate secondo la quale lo storico impianto di via Copelli sarebbe stato finalmente riaperto dopo quattro anni di abbandono. Pareva che venisse destinato anche ad un’attività a sfondo sociale, ma di questa prospettiva, riportata da testate locali, non se ne ha più traccia. In compenso un cittadino ha documentato, mandando le foto ai media varesini, la prova di che cosa hanno combinato questi quasi 1500 giorni di “frega-un-tubo”: buche del percorso lasciate andare alla malora; vegetazione che avanza incontrollata; bar in condizioni pietose, con i vetri spaccati; rifiuti di ogni tipo perché i balordi e i vandali lì hanno piantato le tende e ne combinano di ogni, proprio come accade nella limitrofa ex piscina, un altro monumento esemplare all’inerzia, alla scarsa attenzione, ai progetti che chissà quando vedremo attuati (nella fattispecie quella che fu la Copelli dovrebbe diventare un impianto per il volley: dovrebbe, appunto…)

Quattro anni di stop, dicevamo. Scaduto il contratto con gli ex gestori, non se n’è trovato un altro che proseguisse una tradizione cara a tanti varesini. Quattro bandi – così risulta – sono andati deserti e la domanda, molto semplice, è la seguente: non è che il Comune sia stato esoso nelle richieste? È molto probabile, diremmo scontato, e questo “puzza” pure al Conte. Tra l’altro adesso, stante le indecenti condizioni della struttura, l’impegno economico per rimettere in sesto tutto è di sicuro aumentato in maniera pesante: o a Palazzo Estense trovano il modo di alleggerire lo sforzo o non si farà avanti nessuno, perché in giro non ci sono grulli che buttano via i soldi. Quindi, vogliamo trovare una formula compatibile con la riapertura oppure vogliamo lasciare andare tutto ancora di più al diavolo? Tra l’altro, posto che si è all’interno dell’area dei Giardini Estensi, anche smantellando a man salva si dovrà pur fare in sostituzione qualcosa di adeguato (e non certo “cheap”).
Il minigolf è stato per decenni una tradizione della città. Ha accompagnato almeno due generazioni, se non tre: con l’arrivo della bella stagione era uno svago serale (al netto delle zanzare che in estate non mancavano), mentre al pomeriggio era frequentato da genitori con i bambini. E al mattino, non raramente, si incappava in qualche studente che aveva bigiato. Quanto al bar, era una gradevole alternativa al giocare con mazze e palline.
Per la cronaca, Lozza si appresta a riaprire il suo minigolf. Dotato di un percorso importante e di qualità – se non erro ha ospitato perfino tornei internazionali –, era finito a sua volta in una situazione di impasse. Ma con buon senso e lungimiranza si è trovato il modo di restituirlo a nuova vita. Quindi tutto è possibile, basta avere voglia e idee. E se a Palazzo Estense se ne infischiassero? Be’, il Conte Ugolino sarebbe pronto a intervenire, invitando al banchetto “cranioso” anche Lucifero e il Minotauro. In alternativa potrebbe decidere di chiamare Mago Merlino per trasformare Galimberti in una pallina da collocare sulla piazzola di partenza della buca 18. Quella che i minigolfisti bravi domavano con un solo colpo. Quella, soprattutto, che non restituiva la pallina e se la “mangiava”.