Playlist

VOCE AL DOLORE

ELIO GIROMPINI - 09/10/2026

La vicenda di Christa Pike, 50 anni, condannata in Tennessee alla pena capitale per un omicidio di 32 anni fa e sopravvissuta a due iniezioni letali, ha scosso le coscienze e riacceso le polemiche sulle esecuzioni a pochi giorni dalla Giornata Mondiale contro la pena di morte (10 ottobre). Caduti nel vuoto gli appelli precedenti, compreso quello del Papa, quando si è saputo del dramma si sono mossi tra gli altri anche i vescovi cattolici e anglicani del Tennessee chiedendo la commutazione della pena: “La giustizia non deve diventare vendetta”. Il governatore ha sospeso le esecuzioni (una ancora in programma) dopo che Christa era stata ricoverata in ospedale in condizioni gravissime. Il suo è un caso estremo, ma si hanno notizie di altre vicende simili, dove l’uccisione programmata in nome della legge si è trasformata in una lunga agonia. Sotto accusa procedura e dosi dell’iniezione: se ne occupano le amministrazioni carcerarie perché le società farmaceutiche non collaborano. Secondo il rapporto 2025 di Amnesty International 145 Stati hanno abolito la pena di morte, in 54 rimane ma solo 17 la applicano tuttora. Assegnati alla Cina i numeri più alti, pur senza dati perché segreti. Cifre più attendibili per Iran (oltre 2mila esecuzioni), Arabia Saudita (356), Yemen (51) e Usa (47) dove decidono i singoli stati: 23 hanno cancellato la pena capitale, dei rimanenti 27 diversi hanno moratorie che bloccano le esecuzioni. Hollywood ha affrontato l’angoscia dell’attesa e la crudeltà della condanna con Il miglio verde, Condannato a morte, Il diritto di opporsi, Fino a prova contraria e altri titoli. Così anche la musica, a volte scritta per i film, con atmosfere e parole legate al dolore che raccontano.

Bruce Springsteen – Dead Man Walkin’ – Le guardie delle carceri americane usavano scandire ad alta voce la frase “morto che cammina” scortando il condannato lungo il percorso verso la stanza dell’esecuzione. È diventata nel 1995 il titolo del film di Tim Robbins (in Italia il titolo è Condannato a morte) basato sul libro di memorie di Suor Helen Prejean. E anche della canzone scritta da Springsteen per la colonna sonora, con le parole del condannato in attesa dell’esecuzione: “Sta arrivando un cavallo dal manto chiaro e sto per cavalcarlo. Mi alzerò domattina, il mio destino è deciso. Sono un morto che cammina”. Ripercorre il passato di droghe e violenza e non cerca compassione. “Tutto quello che riuscivo a sentire erano le droghe e il fucile e la paura dentro me. Come un morto che parla… Tra le nostre parole e le nostre azioni si trova questo mondo… Sorella, non chiederò perdono: i miei peccati sono tutto ciò che ho”.
Ascoltala su YouTube (con testo e immagini del film)
Ascoltala su Spotify

Steve Earle – Ellis Unite One –
Per lo stesso film Earle sceglie il personaggio di una guardia della prigione O.B. Ellis Unit in Texas. Ha accettato a quel lavoro quasi per destino “come mio padre e mio zio… Le cose andavano bene, poi mi hanno trasferito all’Ellis Unit One”. Il ritornello swing low and carry me home (da un famoso spiritual) e il finale fanno capire quanto vorrebbe essere liberato dal peso di ciò che ha visto e vissuto. “Mio ​​padre era solito raccontare delle lunghe notti alle mura della prigione e di come li legassero alla sedia elettrica. I ragazzi del college arrivavano portandosi la birra e quando le luci si spegnevano si levava un boato di gioia… Da quando c’è l’iniezione credo che non gliene importi più tanto: semplicemente li eliminano all’Ellis Unit One. Li ho visti combattere come leoni, ragazzi, li ho visti andare come agnelli e li ho aiutati a reggersi quando non stavano in piedi… L’altra notte ho sognato di svegliarmi con delle cinghie che mi stringevano il petto e qualcosa di freddo e nero che mi attraversava i polmoni. E nemmeno Gesù poteva salvarmi, anche se sapevo che aveva fatto del suo meglio. Ma lui non vive all’Ellis Unit One”.
Ascoltala su YouTube
Ascoltala su Spotify

Nick Cave – The Mercy Seat – Un lungo testo, un brano cupo e crudo, tra parlato e cantato, dall’album Tender Pray del 1988. Con il suo stile senza compromessi, Cave segue i pensieri di un condannato alla sedia elettrica. Si sente innocente ma alla fine non sa più nemmeno lui se sia vero, la coscienza alterata lo porta a vagare tra la giustizia terrena e divina, tra la sedia elettrica e il trono di Dio. “Cominciò quando vennero a prendermi a casa e mi portarono al braccio della morte. Eppure sono quasi del tutto innocente, sai. E lo voglio ripetere ancora: non ho paura di morire… Il trono della misericordia attende e credo che la mia testa bruci. In un certo senso ho voglia di farla finita con questa prova della verità, occhio per occhio, dente per dente. Nei cieli il suo trono è fatto d’oro… Quaggiù ci sono solo legno e cavi e il mio corpo va a fuoco. E Dio non è mai lontano. Al trono della misericordia io salgo, la testa è rasata, è piena di fili. Esco dibattendomi dalla vita solo per nascondermi un po’ nella morte. E comunque, non ho mai mentito”.
Ascoltala su YouTube
Ascoltala su Spotify

Elvis Costello – Let Him Dangle – Nell’Inghilterra dei primi anni ’50 la pena di morte per impiccagione è ancora in vigore. Derek Bentley, 19 anni, e Christopher Craig, 16, vengono sorpresi a rubare in un magazzino. Nella colluttazione il più giovane, che ha una pistola, spara e uccide un agente. Ma ad essere condannato a morte è soltanto Bentley (perché maggiorenne). Già bloccato e senza armi, avrebbe detto all’amico Let him have it, secondo l’accusa spingendolo a sparare. L’esecuzione avviene nel 1953, un anno dopo i fatti. La canzone di Costello, dall’album Spike del 1989, descrive la vicenda, l’ambiguità di quella frase e l’onda colpevolista. “Fagliela avere, Chris, quelle parole sigillarono il suo destino. Un ordine di sparare per uccidere o una supplica prima che sia troppo tardi? La giuria ha emesso un verdetto con una mente crudele e ristretta… Oh, lasciatelo pendere!… Perché questo coro assetato di sangue torna a farsi sentire di tanto in tanto?”. A riprova di quanto sia sbagliato seguire il “sentimento popolare” nelle aule di giustizia, per Bentley arriverà la grazia postuma 40 anni dopo e l’annullamento della condanna nel 1998.
Ascoltala su YouTube (con testo)
Ascoltala su Spotify

Fairport Convention – Wake Up John (Hanging Song) – Restiamo in Inghilterra con un salto nel tempo per un’esecuzione fallita che salva il condannato. Nel 1885 un certo John Lee viene mandato a morte per impiccagione per l’omicidio di una donna nel villaggio di Babbacombe. Pare fosse innocente, ma non è il particolare più importante. Lo è invece il fatto che per ben tre volte, per via della pioggia che ha gonfiato i legni, la botola non si apre. Per la legge non si può andare oltre: pena trasformata in ergastolo (poi arriverà la grazia). La band folk rock inglese nel 1971 gli dedica un album, “Babbacombe” Lee. Questa è la canzone in cui racconta il giorno dell’esecuzione. “Svegliati John, è ora di andare… Dormivo in questo giardino, sono ancora nel mio sogno? L’eco del mio cuore è il battito di un tamburo e tutta la terra canta con il dolce mormorio della vita… Morire è facile, aspettare è molto duro… I miei piedi ora sono sulla botola… poi il cappio che separa i vivi dai morti… La botola non si muove quasi per niente, la mia vita è ancora mia… La mia vita è stata risparmiata quella mattina perché non erano loro a doverla prendere”.

Ascoltala su YouTube
Ascoltala su Spotify

Qualche motivo in più: 25 Minutes To Go (Johnny Cash), Gallows Pole (Led Zeppelin), 107 Steps (Bjork), I’ve Got A Message For You (Bee Gees)