È sera, Aldo e Maria siedono affiancati davanti alla televisione, come sempre. Cercano un film, che sia leggero ma intelligente. Non trovano niente che li soddisfi, perciò finiscono su un talk show di attualità.
Inevitabilmente i dialoghi dei partecipanti si concentrano su sciagure politiche e guerre, tra polemiche e parole aggressive. E poi ecco gli orrori bellici e gli stravolgimenti climatici che inquietano.
Aldo e Maria hanno più di ottant’anni, ma seguono ancora gli eventi del loro paese e del mondo. Ora sullo schermo passano le scene consuete di dolore ed orrore di ogni tipo: Maria vede , si sgomenta e si rifugia nel passato.
Non hanno memoria della seconda guerra mondiale, ma degli anni successivi sì. Le loro famiglie erano in qualche modo sopravvissute , la vita di tutti era caratterizzata da sacrifici incredibili e da pochi momenti di relativa abbondanza. Bisognava rimboccarsi le maniche, e accontentarsi. Erano piccoli quando la Repubblica aveva alimentato speranze di tempi nuovi, quando il voto alle donne era apparso una svolta epocale. Erano giovani nei mitici anni sessanta, quando un nuovo benessere guadagnato dalle famiglie con fatica li aveva fatti incontrare in una “balera” estiva. Si erano sposati nel 1968. Correva l’anno delle rivolte, cui guardavano da lontano, presi dalla nuova vita matrimoniale.
Nel 1970 era nato Franco, nel 1973 Angelina. Il lavoro che Aldo aveva ereditato dal padre, piccolo artigiano, era diventato negli anni un’azienda, così i figli avevano potuto studiare.
Tutti gli eventi molteplici accaduti poi lungo il corso del Novecento, positivi e negativi o tragici, li avevano vissuti da spettatori, emotivamente partecipi, ma soprattutto volti all’educazione dei figli, al loro benessere materiale e alla loro formazione morale.
Il Duemila aveva visto consolidarsi, per quanto fosse possibile, la condizione dei figli, l’uno ingegnere, l’altra insegnante. Aldo e Maria li avevano aiutati, si erano goduti i nipotini e avevano potuto far fronte alle crescenti difficoltà del quotidiano.
Oggi le incognite del futuro li preoccupavano per i nipoti. Vedevano diventare obsoleti i valori su cui pensavano che ogni vita si dovesse fondare e la violenza essere un modo “normale” di reagire agli eventi, il denaro più che nel passato fonte di potere, la malafede crescente.
Stasera avevano bisogno di un po’ di leggerezza.
Ma Aldo continuava a guardare il talk show, quando un’immagine rimase più a lungo sullo schermo: apparve un uomo inginocchiato. Aveva una gamba genuflessa e sull’altra piegata appoggiava le braccia , il volto nascosto tra le mani. E piangeva. Dietro uno scenario di rovine completava la visione. Non si vedeva il volto, né si poteva dire di quale nazionalità fosse: era un uomo. Soltanto un uomo. Che aveva perduto tutto. E piangeva.
Aldo rimase colpito come non mai. Non era portato a considerazioni profonde, ma questa volta gli sembrò che in quella immagine si concentrasse tutto il male del mondo, quello procurato dagli uomini e quello insito nella condizione umana. L’amore salverà il mondo, aveva sentito ripetere. L’amore salverà il mondo? Aldo era confuso, si sentiva impotente.
Maria era assopita. Ne cercò la mano, la strinse forte.