Opinioni

STUDIARE L’AMBIENTE

ARTURO BORTOLUZZI - 02/10/2026

Una piantina affidata a ogni bambino all’inizio dell’anno scolastico può sembrare un piccolo gesto. L’esperienza della scuola primaria Marco Polo di Busto Arsizio contiene invece un messaggio educativo importante.

Gli alunni delle prime hanno ricevuto una pianta da curare durante l’anno e l’hanno sistemata nel giardino della scuola. Significa affidare a un bambino una responsabilità concreta: qualcosa di vivo dipende anche dalla sua attenzione.

È una forma semplice ma efficace di educazione ambientale. Possiamo parlare ai ragazzi di biodiversità, cambiamento climatico, acqua e rifiuti, ma questi argomenti acquistano un significato diverso quando diventano esperienza.

La Marco Polo, riconosciuta come Green School, ha sviluppato anche laboratori sul riciclo, riutilizzo dei materiali, mercatino del baratto, Festa dell’albero e Puliamo il mondo. Anche la primaria De Amicis di Busto Arsizio ha recentemente coinvolto gli alunni in attività dedicate al riciclo della plastica.

Esperienze che meriterebbero di essere diffuse nelle scuole primarie e, con modalità adeguate all’età, anche negli altri gradi scolastici della provincia.

Amici della Terra Varese è parte attiva del progetto Green School e incontra gli studenti anche direttamente sul territorio. Cerchiamo di mostrare ai giovani le peculiarità dei luoghi nei quali vivono e, in particolare, di far conoscere l’acqua non soltanto come risorsa da utilizzare, ma come elemento fondamentale dell’ambiente.

Osservare un lago, un torrente, una sorgente o il percorso delle acque permette di affrontare concretamente problemi come qualità e disponibilità della risorsa, inquinamento, sprechi, siccità e conseguenze delle attività umane.

Come presidente di Amici della Terra Varese mi ero già rivolto all’Ufficio scolastico territoriale per sollecitare una maggiore diffusione di queste esperienze. Non si tratta di aggiungere semplicemente qualche ora di teoria, ma di favorire un rapporto diretto tra scuola e territorio.

Non servono necessariamente grandi investimenti. Una pianta da seguire, un orto scolastico, l’osservazione di un corso d’acqua, una giornata dedicata ai rifiuti o alla biodiversità possono diventare occasioni per conoscere il luogo in cui si vive.

Sarebbe quindi utile mettere maggiormente in rete scuole, insegnanti, Green School, associazioni ed enti locali, facendo circolare le esperienze migliori e consentendo ad altri istituti di ripeterle.

L’educazione ambientale diventa davvero efficace quando un ragazzo comprende che l’ambiente non è qualcosa di lontano da studiare sui libri: è il luogo nel quale vive e del quale, progressivamente, può imparare a prendersi cura.