
Il Comune di Varese ha avviato l’aggiornamento della mappatura acustica delle principali arterie cittadine. Saranno interessati 18 assi viari e il lavoro dovrà concludersi entro il 31 marzo 2027. È un’occasione importante, ma occorre chiedersi fin da ora quale utilizzo verrà fatto dei dati raccolti.
Misurare il rumore non basta. Bisogna utilizzare i risultati per stabilire dove sia prioritario intervenire e quali soluzioni possano realmente migliorare la qualità della vita dei cittadini.
C’è però un ulteriore elemento che ritengo fondamentale. Una mappatura destinata a orientare le scelte dei prossimi anni non dovrebbe limitarsi a verificare il rispetto degli attuali parametri nazionali. L’Europa ha ormai posto al centro della valutazione del rumore anche i suoi effetti sulla salute, facendo riferimento alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Per il traffico stradale l’OMS raccomanda di mantenere l’esposizione al di sotto di 53 decibel nell’indicatore giorno-sera-notte (Lden) e di 45 decibel durante la notte (Lnight). Sono valori particolarmente significativi se pensiamo che la normativa europea considera ormai, nella valutazione degli effetti nocivi, anche cardiopatia ischemica, forte fastidio e gravi disturbi del sonno.
Per questo Varese potrebbe compiere una scelta lungimirante: parametrare i risultati della nuova mappatura non soltanto ai limiti oggi obbligatori in Italia, ma affiancarvi anche i più cautelativi valori europei e dell’OMS. In questo modo sapremmo non solo quali zone risultano oggi fuori norma, ma anche quali presentano livelli che, pur eventualmente consentiti, sono già lontani dagli standard di tutela sanitaria verso i quali occorre tendere.
Da questa comparazione potrebbe nascere una graduatoria delle criticità: numero di persone esposte, intensità del rumore e distanza dai valori raccomandati. Sarebbe una base concreta per decidere dove intervenire prima.
Le possibilità sono diverse: riduzione delle velocità, modifica dei flussi di traffico, pavimentazioni meno rumorose, interventi di mitigazione. Il “gemello digitale” della città potrebbe inoltre consentire di simulare preventivamente gli effetti delle varie soluzioni, verificando quale produca il maggiore beneficio.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle direttrici con intenso traffico e numerose abitazioni, fra le quali via Gasparotto e il sistema viario circostante.
Anche Amici della Terra Varese ha chiesto che i risultati siano resi facilmente accessibili ai cittadini e collegati al nuovo PGT, alla pianificazione della mobilità e al PAESC, il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima.
Se stiamo costruendo oggi una mappa che servirà a decidere gli interventi di domani, sarebbe miope misurare il futuro utilizzando soltanto i parametri del presente.