Editoriale

ILLAZIONI ANTICIPATE

MASSIMO LODI - 13/03/2026

Referendum sulla giustizia? Mah. In teoria certo, in pratica incerto. Per colpa di chi ha caricato d’esagerata propaganda il Sì. Scrive Tacito: Absurdum videbatur Pisonem id ausum esse. Ovvero: mi pareva assurdo che Pisone avesse osato ciò. Tra di noi, trillo alla memoria: Pisone era il capo dei congiurati, anno 65 dopo Cristo, avversi a Nerone. L’impresa finì male, scoperta prima d’iniziarsi. E cominciò la tragedia di quanti avevano tentato l’azzardo: testimonianza negli Annales dello storico latino.

Cosa c’entrano con l’attualità? Mica si sta, qui e ora, parlando di congiure. Vero. Tuttavia c’entrano per quella curiosa/rivelatrice frase, essa sola riferibile alla scelta della destra di drammatizzare il voto sulla separazione delle carriere tra pm e giudici, immaginando -con simile mossa tribunizia- di togliere spazio alla sinistra contraria alla proposta. Traduzione: alto rischio d’aver azzardato troppo.

 Meglio, assai meglio, sarebbe stato limitare restringere circoscrivere il tema a sé stesso. D’un brandello di riforma trattavasi e su questo il popolo era chiamato a dir la sua. Invece se n’è fatto un mischione comprensivo di “ogni”: daje alla magistratura, sempre e comunque, prendendo stupefacente ispirazione da episodi di cronaca che zero avevano a che fare col quesito posto agl’italiani. Il Guardasigilli, ora raggiunto dalla premier, guida l’orienteering. Strabiliante la sua capa di Gabinetto: “I giudici sono un plotone d’esecuzione”. Ovvio che ton sur ton risponda la sinistra, allargando lo spettro del dibattere, esteso a un’apodittica sentenza (ma guarda) sull’esecutivo. Risultato, al netto d’un prevedibile-largo astensionismo: molti dei pochi frequentatori delle urne, 22 e 23 marzo, saranno convinti di doversi esprimere sull’operato d’insieme dei tre anni e mezzo di governo.

Conveniva alla destra? Ma proprio no. Conveniva alla sinistra? Ma proprio sì. Paradossale, come annotava Tacito su Pisone, che sia andata a ‘sto modo distorsivo. Però realistico, assolutamente realistico. E perfino scontato: quando si mette mano a sette articoli della Costituzione, non se ne discute col tempo/col confronto necessari in Parlamento, viene strumentalmente piegato ogni fatto alla convenienza d’opinione; quando si trasforma in propaganda viscerale un tema che meriterebbe equilibrio d’intelligente sfida, beh, allora guai a meravigliarsi se la partita viene intesa come una sorta d’anticipo d’elezioni politiche. O d’illazioni politiche. In fondo la medesima cosa, visto il mettersi della situazione. Messasi in tal maniera su spunto di quanti non dovevano metterla così. Marina Berlusconi e il mondo cattolico avevano allertato del pericolo Giorgia Meloni: spallucce.

E qui reincontriamo Pisone. Absurdum videbatur? Absurdum est. Ma siamo abituati, non da oggi, alle stonature -l’absurdum, duemila anni fa, altro non era- imposteci dalla classe dirigente al comando della nazione. Nel tempo corrente, un comando chiassoso/aggressivo, pur se lo vorremmo temperato/cheto: mai sorprendente, sempre rassicurante. Tacito, ecco.