Ti mangio il cranio

NO PISTA PIÙ LUNGA

FLAVIO VANETTI - 25/09/2026

Da un paio di mesi circa l’aeroporto di Venegono Superiore, dove operano Leonardo (soprattutto per la sezione “ala fissa”), l’Aero Club di Varese (del quale sono stato prima consigliere e poi, dal 1991 al 1996, presidente) e un nucleo della Guardia di Finanza che opera con elicotteri e droni, è sottosopra per lavori sulla testata Nord, quella che riguarda la cosiddetta pista 17 per decolli e atterraggi verso Sud (il numero indica l’orientamento magnetico, alias QFU secondo i codici aviatori: in questo caso, 170 gradi, proprio perché la direzione dell’attività volge a meridione; all’opposto, da Sud verso Nord, abbiamo la pista 35, ovvero con 350 gradi di orientamento). Esaurita questa spiegazione, che cosa sta succedendo? Che ruspe, camion e quant’altro sono in azione, interessando pure lo spazio oltre la fine della pista e la recinzione perimetrale dell’aeroporto stesso. Al termine di quella testata passa una strada che permette da un lato di scendere verso la Statale “Varesina” e dall’altro di arrivare alla Provinciale di collegamento tra Venegono Superiore e Venegono Inferiore sfruttando il sottopasso della ferrovia realizzato anni fa. Nella zona della testata 17 (ma lo stesso vale per la 35) la strada è dotata di barriere, tipo quelle dei passaggi a livello dei treni, che si abbassano quando decollano i velivoli di Leonardo.

Ebbene, vedendo quei lavori e vedendo soprattutto che viene asfaltato pure il piccolo prolungamento  oltre la testata, tanti si sono chiesti se siamo di fronte a un allungamento della pista (che misura 1500 metri). Questa è una paura atavica, ben vissuta – con rotture di scatole – nei giorni della mia presidenza. L’irrazionalità ha spesso preso il sopravvento facendo sì che non si valutasse, banalmente, la situazione del posto: il pianoro dell’aeroporto termina con l’avvallamento di Fondocampagna, quindi non si può allungare un bel nulla. Ma vedere camion e ruspe è ovviamente bastato per far scattare allarmi esagerati. Che cosa infatti riguardano quegli interventi? Semplice. In primis lo spostamento dell’antenna dell’ ILS, l’apparecchiatura per gli atterraggi strumentali (possibili solo per la pista 35); quindi il ripristino delle reti d’ingaggio in caso di decollo abortito o di atterraggio con problemi. In pratica, nell’asfalto della pista sono “affogate” delle reti che un dispositivo comandato dalla torre di controllo fa scattare e uscire se il pilota del velivolo segnala guai. Tutto qui. Le reti già erano state collocate a suo tempo, ma erano state rimosse – non ricordavo la cosa – nel 2006. Ora, anche alla luce di nuove disposizioni, se non erro europee, vanno riposte in opera. Pertanto, non ci sarà alcun allungamento operativo della pista, anzi pare che la sfruttabilità si riduca a poco più di 1400 metri. Inoltre, questa è un’azione utile in termini di sicurezza.  Infine, quando i lavori saranno completati sarà riaperta la strada regolata dalle barriere (oggi, in un senso, il traffico è deviato su una via di sfogo posteriore). A questo punto direte: a chi e perché mangiare il cranio? Al Sindaco di Venegono Superiore, Fabiano Lorenzin, e alla sua amministrazione. Hanno la pessima abitudine di una comunicazione “a livello zero” con la popolazione e si sono distinti pure in questa occasione, provando a rimediare successivamente – ma è storia solo di pochi giorni fa – facendo uscire su un settimanale della zona – ma non sul resto della stampa varesina – un testo di “chiarimento” sul caso dell’aeroporto. Però i buoi erano già fuggiti dalla stalla. Il buon senso avrebbe suggerito, dato il tema e le tante stupidaggini che si dicono sull’aeroporto, di fare prima del via dei lavori una nota per gli abitanti. Ma a chi non sa o non vuole comunicare perfino le cose più semplici e logiche sfuggono.