
Marco Tamborini è il nuovo presidente della Società Storica Varesina ed era ampiamente previsto. Succede a Giuseppe Armocida, scomparso il 18 febbraio dopo lunga malattia ed è il naturale passaggio di consegne tra due carissimi amici che hanno collaborato strettamente per quasi mezzo secolo da quando – era il 1982 – pubblicarono insieme un autentico gioiello editoriale per il centenario della morte dell’eroe dei due mondi: “Garibaldi a Varese nel 1859” (Ask Edizioni), un elegante cofanetto con il diario di Lucia Prinetti Adamoli, l’iconografia del combattimento del 26 maggio 1859 e ventitré stampe fuori testo a colori e in bianco e nero. Con la presentazione del fondatore della Società Storica Varesina, Leopoldo Giampaolo.
“Giugi era una persona umile e di cultura infinita, capace di coinvolgere gli altri in mille interessi storici”, ricorda Tamborini che è stato eletto all’unanimità dal consiglio direttivo riunito sabato 9 maggio in casa della vicepresidente Chiara Ambrosoli. I consiglieri hanno confermato per un anno le altre cariche sociali: Chiara Ambrosoli alla vicepresidenza, Luigi Innocenti tesoriere e Mario Varalli segretario. Il nuovo presidente, 76 anni, milanese, vive a Travedona con la moglie Maryse Ribolzi. È laureato in scienze politiche alla Statale di Milano con una tesi in storia medievale e dirige dal 1995 la Rivista della SSV. È membro della delegazione varesina del FAI e consigliere scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli.
Dopo gli inizi come assistente universitario, negli anni Settanta è stato redattore nella casa editrice Bramante di Busto Arsizio, ha scritto per vent’anni i testi delle Guide Verdi del Touring Club Italiano a Milano ed è stato responsabile editoriale dell’editore Nicolini di Gavirate, curando libri di grande prestigio. Ricopre inoltre ruoli nella Società Storica Lombarda, nel comitato varesino dell’Istituto per la storia del Risorgimento e nell’associazione storica ed archeologica Mario Bertolone di Angera. Da esperto medievista, ha indagato in particolare sulla storia del castello di Belforte e partecipato a iniziative per metterlo in sicurezza, ha studiato la fortezza di S. Maria del Monte e la torre di Velate.
Tra i suoi libri più noti vanno ricordati “Castelli e fortificazioni del territorio varesino” con prefazione di Carlo Perogalli, “Omaggio ai laghi” con foto di Carlo Meazza e testi di scrittori stranieri dell’800 da lui tradotti, “L’architetto Giuseppe Sommaruga a Varese” e una serie di accurate monografie illustrate dei Comuni di Brebbia (con Armocida), Casale Litta, Travedona, Ternate e Vergiate (con la moglie Maryse); ma anche testi sui bolidi di Maranello e sugli amati Beatles. E poi decine di saggi storici, a partire dagli anni settanta, dedicati al Medioevo, al Risorgimento, a chiese e monumenti d’arte fino al recente studio sui complici varesini nel delitto Matteotti, pubblicato sulla Rivista della Società Storica Varesina.
Come sarà la SSV sotto la sua gestione? “Ogni consigliere avrà un compito specifico: tenere i rapporti con l’università, con le biblioteche, con i media, curare gli eventi e i libri in preparazione. – spiega Tamborini – Sarà soprattutto all’insegna della qualità scientifica come è stata finora. Varese deve molto a Leopoldo Giampaolo che nel 1953 iniziò le pubblicazioni della Rivista e le curò fino alla morte nel 1983. Fu lui, all’epoca direttore della Biblioteca Civica di Varese, a fissare i punti fermi della divulgazione storica locale, basata sulla ricerca delle fonti scritte e oggi anche di quelle ausiliarie, fonti orali, musiche e tradizioni popolari, che la rendono moderna. Armocida e noi studiosi della generazione successiva abbiamo ereditato il lascito di Giampaolo e proseguito l’attività in modo volontaristico”.