
Il campionato di basket 2026-27 scatta domenica 27 settembre (ma con tre anticipi in calendario già nella serata di sabato 26) con un sacco di novità.
La prima riguarda il roster delle 16 squadre che vi partecipano. Ben quattro, infatti, vale a dire il 25 per cento, sono nuove rispetto all’edizione precedente: come sappiamo, Trapani era stata già esclusa a torneo in corso, nello scorso mese di gennaio, per gravi inadempienze; Sassari ha poi dovuto subire la retrocessione sul campo, successivamente Cremona ha ceduto i diritti alla BC Roma, mentre Brescia si è sostanzialmente trasferita nella Capitale, dando vita alla Maxima (che abbiamo visto in azione a Varese, nella vittoriosa amichevole, domenica scorsa), anche se delle vecchia squadra sono approdati a Roma solo coach Cotelli e Bilan.
Dalle serie A2 sono tornate nella massima serie Verona e Scafati che si sono così aggiunte alle due formazioni romane, le quali non nascondono progetti decisamente ambiziosi di approdo nella futura NBA Europe, un obiettivo che peraltro anche Varese persegue senza nascondersi troppo.
Prima di avventurarci in previsioni che forse raramente in passato sono state così complicate, giova ricordare… dove eravamo rimasti. Al di là del titolo vinto dall’Olimpia Milano nella finale scudetto con la Reyer Venezia, ci sembra significativo ricordare l’esito della prima fase dello scorso campionato: Bologna (46 punti) concluse in testa davanti a Brescia (42), Milano (40) e Venezia (38); più staccate Tortona (34), Reggio Emilia (30), Trieste (26) e Trento (24), che chiuse all’ottavo posto a pari merito con una Varese penalizzata però dallo 0-2 negli scontri diretti e quindi esclusa dai playoff.
Nel campionato che sta per partire i valori ci sembrano più o meno gli stessi ma con importanti varianti, al di là dell’assenza di Brescia: le due squadre romane, come s’è detto, in particolare la Maxima, sembrano attrezzate per inserirsi nelle posizioni che daranno accesso dapprima alle finali di Coppa Italia (a Torino dal 17 al 21 febbraio 2027) e poi ai playoff, per non dire di Varese e Napoli che hanno allestito organici decisamente interessanti e comunque molto migliori rispetto alla scorsa stagione. Poi sappiamo che ogni anno si può verificare la sorpresa (in positivo così come in negativo), anche se ci è difficile intravedere al momento la formazione capace di indossare i panni dell’outsider.
E’ interessante notare come un po’ tutte le squadre abbiano apportato ai rispettivi roster variazioni assai significative, a cominciare proprio da quelle che continuano a essere le due prime attrici e cioè Milano e Bologna. E questo potrebbe avere come logica e naturale conseguenza qualche risultato sorprendente, almeno nelle prime giornate di campionato.
L’Olimpia ha perso un giocatore storico come Shields, rinunciando poi a Brooks, Nebo, LeDay, Mannion ed Ellis, tutti giocatori di enorme spessore; li hanno rimpiazzati Cole (da Venezia), Burnell (da Brescia), Akele (da Bologna), il rientrante Hall, Peters, Mathews e il possente Wright.
Non da meno la Virtus Bologna, che ha perso Pajola (che ha preferito il Partizan Belgrado) e poi Morgan, Vildoza, Jallow, Smailagic, Dos Santos e Carsen Edwards, rimpiazzati dagli italiani Baldasso e Casarin e poi dai playmaker Frazier e Carr, dalle guardie Moore e Bello, dalle ali Klintmann e Kessler e dal centro Kokila. Proprio la Virtus Bologna sarà a Varese nella partita che domenica 27 settembre alle ore 19 chiuderà la prima giornata di campionato, reduce da una trasferta in Turchia dove sarà al debutto venerdì sera in Euroleague.
Tra le novità del torneo che sta per cominciare ci saranno anche alcuni aspetti regolamentari. Innanzitutto, si amplia la possibilità concessa agli arbitri di fare ricorso all’instant replay, naturalmente con ricadute tutte da verificare sulla durata delle partite, con particolare attenzione ai tempi televisivi. Viene poi variata la casistica del fallo antisportivo che si divide in due branche: il “disruption foul” è in pratica il vecchio antisportivo, commesso soprattutto per interrompere il gioco, mentre il “flagrant foul” è quello che si connota come particolarmente violento; solo la seconda variante sarà cumulabile con un fallo tecnico determinando così l’automatica espulsione del giocatore.
A puro titolo di curiosità, ricordiamo i club che hanno vinto lo scudetto, a cominciare dalla prima avventurosa edizione del 1920: Olimpia Milano 32, Virtus Bologna 17, Varese 10, Siena e Assi Milano 6, Trieste e Treviso 5, Venezia e Ginnastica Roma 4, Cantù 3, Fortitudo Bologna e Pesaro 2, Virtus Roma, Caserta, Sassari, Inter Milano e Costanza Milano (vittoriosa proprio nel 1920) 1.