Apologie Paradossali

E ADESSO, GIORGIA?

COSTANTE PORTATADINO - 27/03/2026

(O)Ho avuto ragione io. Consentitemi di ripetere quanto scritto la settimana scorsa: “la Costituzione non va modificata dai partiti che non l’hanno creata… è inaccettabile quella pagliacciata del sorteggio, come se gli estratti al lotto non potrebbero essere in altro modo lottizzati! Infine l’argomento per me più forte… il giudice è sempre politico, …se si vuole che la giustizia non applichi la legge del più forte, che “ci sia un giudice a Berlino”, occorre preservarne l’indipendenza.” Ma adesso, che farà il governo? Che faranno i partiti di opposizione? E la società civile? E infine, la magistratura?

(S)Voglio sperare che l’esito sia quello che tu hai desiderato, riaffermazione dell’indipendenza della magistratura, della terzietà del giudice di merito, dell’obbligo del pubblico ministero di raccogliere le prove anche a favore dell’imputato. Mi faccio una sola domanda: e adesso, cosa farai Giorgia? Porterai avanti una legge elettorale maggioritaria, col rischio di regalarla all’opposizione, tra un anno, insieme al premierato? Di certo non ti dimetterai perché sai di essere l’unica a tenere insieme il troppo poliedrico complesso della destra. Parliamo di questo, i temi referendari, respinti, non sono più di moda.

(C)I temi di Onirio, ripetuti ora, restano condivisibili, il compito di renderli effettivi ricade ora tutto sulla magistratura. Sull’indirizzo politico penso che Meloni avrà due opzioni di cui non so la peggiore: fare finta di niente, approfittare della maggioranza e mettere in campo un’altra riforma costituzionale, il premierato, accompagnata da quella elettorale maggioritaria senza preferenze, (horresco referens); o barcamenarsi fino alle elezioni politiche, sperando che cambi il contesto internazionale, che certo nelle ultime settimane ha giocato contro e molto.

(O)Valutiamo il dato positivo su cui anche Costante è d’accordo. Il ritorno dell’elettore alle urne. È evidente che la sinistra ha avuto questa capacità ben più della destra e che l’hanno avuta le consolidate strutture del PD nelle regioni “rosse” che hanno seguito Schlein e il campo largo, infischiandosene di costituzionalisti e vecchi politici alla Martelli, Menniti, Barbera. Il dato del voto è chiaro: bisogna rispondere in modo ancor più chiaro alla domanda di partecipazione. Il richiamo alla Costituzione ha funzionato come CONTESTO più del TESTO letto dai costituzionalisti.

(C)Ahi, ho fatto fantasie ri-costituenti fin dal giorno in cui ho lasciato il parlamento, sperando in una Costituente eletta dal popolo. E non ho mai creduto nelle leggi elettorali ad hoc, nel collegio uninominale, perché nel nostro contesto geopolitico nazionale, sarebbero troppi i collegi sicuri per i fedelissimi del capo e pochi quelli contendibili, dove si temprano i migliori, la classe dirigente del partito che crea una identità solida. Oggi qualunque cosa succeda in Italia e soprattutto nel mondo (il miglior argomento del no è stato la guerra di Trump) può vanificare le argomentazioni più coerenti, in nome di paura, risentimento o del prezzo della benzina. Io vedo l’esigenza di valorizzare la rappresentanza del centro, per non dover venire a patti con le ali estreme per strappare la piccola percentuale che fa vincere. Ma tornare al proporzionale con preferenze, pur corroborato da un solido sbarramento, chi ne ha il coraggio?

(S)E chi ha il coraggio di dire che occorre ristabilire la democrazia interna dei partiti? Oggi vanno alla ricerca non di programmi e proposte ma di un presunto leader, uno che ‘buca lo schermo’. La Costituzione postula leggi regolatrici dei partiti e dei sindacati a garanzia della loro democraticità e rappresentatività, ma te le vedi Meloni e Schlein, Conte e Salvini e Landini e gli altri a proporle e approvarle?

(O) Sì. Io sì. Sarebbe bello che questa clamorosa rimonta offrisse proprio al PD di Schlein il destro (si dice così) di non rimandarci al passato, ma di fare una sua proposta istituzionale ed elettorale che sia accettabile anche alla maggioranza: mostri chiaramente la possibilità di contendere la vittoria elettorale ad armi pari, di assicurare duratura governabilità e di non accentuare ancora quel clima di delegittimazione reciproca che ha avvelenato questo referendum. Non vedo esempi sicuri nemmeno in Europa, non ho suggerimenti, solo sogni. Sono Onirio.

(O) Onirio Desti (S) Sebastiano Conformi (C) Costante