Editoriale

VOLARE A PICCO

MASSIMO LODI - 25/09/2026

Circola la seguente fantasia, che poi fantasia non sembra del tutto. Meloni sta per licenziare una legge elettorale di cui si augura il naufragio. Spieghiamo. Lo Stabilicum prossimo a sostituire il Rosatellum assegna un premio di maggioranza alla coalizione vincente a Camera e Senato con almeno il 42% dei consensi. Arruolando Vannacci, il centrodestra ce la farebbe comodo. Non arruolandolo, manco a piagne, pur essendo il piagne la specialità della premier. Ma l’alleanza col Generale comporta guai d’immagine, oltre alla riluttanza di Forza Italia e Lega. Che l’accetterebbero come si accetta d’ingoiare una purga. Dunque: meglio soprassedere. Però soprassedere significa perdere, e perdere non piace a nessuno. Cosa fare?

Forse Giorgia lo sa. Ragionamentino. Il centrodestra senza Vannacci soccombe, il  centrosinistra saprà giovarsene? Ovvero: riuscirà il mitico Campo largo a toccar quota 42%, tenendosi tutt’insieme, Pd Cinquestelle Avs centristi nonsisabene quanti-quali? Un sacco difficile, data la litigiosità degli amiconi che pur hanno i numeri sulla carta. Di conseguenza, è probabile che a un centrodestra battuto corrisponda un centrosinistra idem battuto. A esito della partita a ciapanò, ecco il verdetto d’un proporzionale puro, ciascuno raccogliendo i voti da esso solo conquistati.

Proporzionale puro equivale a mani libere. Me la canto/suono con chi mi pare e conviene. Esempio 1) Meloni si decide allora, e solo allora, ad allearsi con Vannacci oltre che coi sodali della tradizionale comitiva. Cui conviene starci, se no dove vanno? E la maggioranza è bell’e fatta, assicurando il Generale un appeasement programmatico così da rendersi digeribile alla presidente in primis, e poi a Tajani/Salvini. Esempio 2) Meloni continua a non volerne sapere di Vannacci e per governare cerca i numeri nell’altro fronte, in terra centrista: da Calenda, da cespugli vari. Perfino Renzi potrebbe venir tentato d’associarsi al gruppone. Esempio 3) Meloni getta la spugna e consegna le chiavi del comando ai rivali, se dimostrano di saperle usare. Se non lo dimostrano, si ritorna alle urne. Stavolta con la reincoronazione dell’ex underdog a portata di mano.

Il centrosinistra avrà dunque/forse la chance di mettere una zeppa nel progetto. Alla condizione d’essere un centrosinistra senza trattini virgolette distinguo esclusioni ripicche egoismi. Condizione davvero realizzabile? Oggi no, domani boh. Ma se un domani può esserci, va costruito oggi. Non s’intravedono, al momento, geometri capimastri muratori. I muri, questi sì. Dell’incomprensione tra i leader, dell’incomprensione del Paese.

Ps

Proporzionale per proporzionale: nulla esclude, nel Futuro Nazionale così disegnato, il diabolico asse Conte-Salvini-Bonelli/Fratoianni-Vannacci. Cioè: M5S Lega Avs Fn. I sovrano-populisti al comando, roba in parte già vista nel 2018 e 2019: non ce ne meraviglieremmo. In  Europa fa tendenza.