Urbi et Orbi

ROMA OCCUPATA

PAOLO CREMONESI - 25/09/2026

Ultimo in ordine di tempo è stato l’annuncio del triplo concerto degli Oasis il 26, 29 e 30 luglio 2027 allo stadio Olimpico. La stessa sede scelta da Vasco Rossi per dieci date tra il 6 e il 25 giugno dello stesso anno. Appuntamenti destinati a stravolgere per l’ennesima volta la vita del quartiere Flaminio e a trascinare nell’oblio il pur impressionante evento di Ultimo nella piana di Tor Vergata il 4 luglio scorso, che ha attirato a Roma la cifra record di 250mila fan: come se la popolazione di Varese moltiplicata per tre si fosse radunata nel medesimo luogo.

Numeri da capogiro che, se non si subiscono passivamente, spingono a una riflessione su cosa stia diventando vivere nella capitale.

Prendiamo per esempio il recente doppio concerto di Jovanotti al Circo Massimo, che si è svolto il 12 e 13 settembre scorsi con la partecipazione di 50mila spettatori a sera. L’area, collocata in quella che può essere definita parte del centro a ridosso di piazza Venezia e che comprende i Fori, l’Esquilino, Piramide, è stata sottoposta a restrizioni della circolazione già dal giorno prima. Ad Aventino e San Saba, i due rioni più esposti, solo varchi di accesso per i residenti. Sono state introdotte restrizioni ai parcheggi e alla circolazione in diverse strade adiacenti. Chiusa dalle 22, per entrambe le sere, la fermata Circo Massimo della metro B.

Stesso discorso varrà nel quadrante nord per il rocker di Zocca e per i concerti del gruppo inglese. The European House – Ambrosetti ha calcolato che per ogni data di giugno almeno la metà degli spettatori arriverà da fuori. Significa decine di migliaia di persone in più al giorno che avranno bisogno di alloggiare, dormire, mangiare in città.

Il tutto in una situazione post Giubileo che non solo non vede esaurirsi il flusso dei turisti stranieri, ma — complice la situazione mondiale di forte tensione — registra un +2,8% di presenze a Roma.

L’overtourism impatta in maniera significativa. Dal traffico a rilento ai mezzi pubblici ormai al collasso, sino al problema dell’alloggio: tutto concorre a minare la vivibilità dei residenti del centro storico, di Prati, Borgo, Trastevere.

«L’accresciuta presenza numerica», commenta l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato, «non è un nemico da combattere ma una risorsa da gestire. È un valore aggiunto che va reso compatibile con chi la città la abita». Peccato che, al di là dei proclami di rito, di interventi strutturali se ne vedano pochini, a parte l’araba fenice della linea metro C la cui messa a terra è prevista ora per il 2033.

Prendiamo l’invasione di b&b che sta ridisegnando molti quartieri della capitale, soprattutto a ridosso del Vaticano. «Ogni anno», commenta Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, «una decina di pensioni da una o due stelle chiude trasformandosi in camere in affitto. Stesso dicasi per le abitazioni di pregio che diventano strutture ricettive, mentre i romani faticano a trovare casa. Allo spopolamento dei quartieri segue poi l’impoverimento del tessuto commerciale. Senza residenti chiudono negozi e botteghe per fare spazio alla ristorazione veloce».

Roma destinata a diventare un grande parco giochi? Nell’analisi abbiamo volutamente trascurato, per ragioni di spazio, i grandi eventi sportivi che si svolgono nella capitale: dagli Internazionali di tennis al Sei Nazioni di rugby, sino all’arrivo del Giro d’Italia, che a loro volta attirano decine di migliaia di appassionati.

Ma l’attuale amministrazione non sembra porsi troppi problemi, accontentandosi di gioire ogni volta per l’annuncio di un nuovo grande evento, mentre il centro della capitale diventa terra di conquista per masse di turisti transumanti, flotte di indisciplinate golf car e monopattini, fan del concerto di turno. Se poi chi vi abita debba trasferirsi altrove: pazienza, sono i prezzi della globalizzazione.