Attualità

INCERTEZZA CERTA

SANDRO FRIGERIO - 25/09/2026

Settembre doveva essere il mese dei nodi al pettine. Toccherà aspettare. Trovare i candidati sindaci, che entrambi gli schieramenti indicavano dallo scorso anno come cantiere “urgente”, sembra un traguardo lontano. Che da una parte si mettano in campo nomi nazionali, di prim’ordine ma non varesini, appare quasi uno schiaffo; che dall’altra si riesumino nomi di ex sindaci, o dei loro sodali — l’area che sembra far capo ad Attilio Fontana — o altri improbabili, la dice lunga sulle difficoltà. E così ci si ritrova con gli inviti ai soliti tavoli di lavoro, proposti dal forzista Roberto Puricelli, ex vicesindaco, dove si rischiano gli inevitabili veti. Con in più l’ultimo elemento: la discussione se aprire o meno la partita della destra ai “vannacciani”, ipotesi ventilata magari da chi meno te l’aspettavi. È lo stesso Puricelli a proporre che, riunito il centrodestra attorno a una piattaforma comune, si chieda di condividerla a Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Mentre il coordinatore regionale azzurro Alessandro Sorte quelle alleanze le esclude.

Intanto, sabato scorso, il gruppo “progressista e ambientalista” di Progetto Concittadino, con l’assessore Enzo Laforgia e l’ex assessore ora consigliere Dino De Simone, ha per lo meno tentato di avviare un confronto sui contenuti. Peccato che si sia parlato più di Milano che di Varese: tra i relatori, lo staff di un candidato alle primarie milanesi. Elementi certi, per ora: Laforgia, apprezzato assessore alla Cultura, non proseguirà l’esperienza politica, e la lista privilegia le primarie. Ipotesi che, per altri, potrebbe portare più a divisioni che a compattezza.

Né riescono a “far quadra” le istituzioni. Gli esempi di incomunicabilità non mancano.

Atto primo. Se piazza Monte Grappa è il centro di Varese, l’ex Palazzo delle Corporazioni — così si chiamava l’iconico immobile progettato da Mario Loreti — è il salotto buono dell’economia: sede di Confindustria Varese e della Camera di Commercio. Dell’economia che rimane, almeno: è stata annunciata la vendita della semivuota sede dell’ex Credito Varesino, poi UBI, ora BPER, a un’organizzazione sanitaria: in città si fa il nome di Humanitas.

Confindustria ha annunciato da tempo che la sede non sarà più Varese. Si sposterà, quando sarà pronto, dentro il Mill, il polo per l’innovazione previsto a Castellanza accanto alla Liuc, sull’area dell’ex Cotonificio Cantoni. Era il 1989 quando l’Unione Bustese degli Industriali si univa ai colleghi varesini, dando vita a Univa, da qualche anno Confindustria Varese. Resterà poco più di una sede di rappresentanza e uno sportello territoriale.

Anche la Camera di Commercio si restringe, venendo incontro ai desiderata dell’Università e soprattutto della rettrice, che cerca spazi in centro. Cosa curiosa: avviene proprio mentre in Comune si discuteva dell’utilizzo a fini universitari degli spazi tra via Rainoldi e via Como, e mentre il PGT era la priorità dell’amministrazione. Non il massimo della concertazione, se si considera che proprio la rettrice Maria Pierro, nel febbraio 2025, era stata “testimonial” di riguardo alla presentazione in Sala Montanari del primo stato di avanzamento del PGT, di cui l’Insubria è partner scientifico. Tra la sede della Camera di Commercio e quella del Comune c’è lo spazio di un parcheggio, ma la distanza effettiva sembra molto maggiore. La scommessa è far diventare Varese, da “città con l’Università” seppure condivisa con Como, “città universitaria”.

Atto secondo. Come ogni mese di settembre, alla Schiranna si apre la Fiera di Varese. Gli spazi non sono paragonabili a quelli di Como, Bergamo o Brescia, ma ci si accontenta: in provincia c’è già MalpensaFiere, che fa capo alla Camera di Commercio attraverso PromoVarese. Quest’anno a far notizia è stata proprio l’assenza della Camera di Commercio, in genere presente con il segretario generale.

Uno scollamento che segue quello sull’ipotesi camerale di una struttura ricettiva a Ville Ponti e quello lacerante della mancata adesione del Comune di Varese al progetto, a trazione camerale, della Fondazione Varese Welcome.

Nata per coordinare e rilanciare il turismo in provincia, la Fondazione è finanziata per metà dalla Camera di Commercio e per il resto dagli enti locali, in proporzione a residenti e presenze. Ma ha dovuto fare i conti con la defezione del capoluogo. Nel vicino Palazzo Estense sembra prevalere il “chi ce lo fa fare?”, insieme a un desiderio di protagonismo.

Soldi che non ci sono per il turismo, ma ci sono per un altro organismo: il CSBNO, azienda speciale consortile nata come consorzio bibliotecario del Nord Ovest milanese. Dovrà gestire il nuovo polo culturale della ex Caserma Garibaldi. Il Comune di Varese partecipa da oltre un anno, ma il polo è ancora lungi dall’essere consegnato.

Per finire, la Fondazione Varese Welcome sarà con uno stand a una fiera internazionale del turismo a Parigi. Tema trainante sarà la scoperta della “Terra dei Sette Laghi”. Già, ma che fine hanno fatto tutte le parole sulla collaborazione all’interno dell’Insubria, Varese-Como-Ticino? Vallo a sapere.