Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Attualità

QUALE UNITÀ

EDOARDO ZIN - 31/01/2020

dcNell’editoriale dell’ultimo numero di RMFonline, il direttore ha ricordato il convegno svoltosi il 18 gennaio scorso a Roma e che ha avuto come obiettivo quello di gettare le basi per un partito politico d’ispirazione cattolica.

Pur se invitato, non ho aderito all’incontro tra politici della vecchia DC, politici di fede cattolica d’oggi ed esponenti di associazioni e movimenti perché mi sembra che quell’appuntamento, lodevole negli intendimenti, pecchi di nostalgia e di incertezza.

La nostalgia attanaglia, si maschera di malinconia, ha un volto rivolto al passato, mentre penso che sia preferibile guardare al presente, analizzarlo per progettarlo verso il futuro. Ho rimpianti per la bella stagione dei cattolici uniti in politica e vorrei ritesserne memoria. Nel cuore conservo ancora il ricordo di franche discussioni, la passione per servire ogni uomo e tutto l’uomo, la sincera amicizia di tante persone che hanno contribuito ad arricchire la mia cultura. Rimpianto sì, nostalgia no.

Quei giorni dell’onnipotenza e del collateralismo non possono ritornare. Il Concilio ha insegnato che dalla medesima fede possono discendere differenti opzioni politiche; il ’68 ha steso una ragnatela di idee e di strutture che hanno come fondamento la soggettività e il relativismo; il gagliardo vento di “mani pulite” ha spazzato via la storia dei partiti, tra cui quello in cui cattolici si riconoscevano, affidati all’assenza di scrupoli d’ogni sorta e alla corruzione anche delle idee, dando così inizio alla vita di partiti personalizzati, centrati sulla figura di un leader con il conseguente apparire dell’esibizionismo sui social e della proposta intesa come monologo recitato; il crollo del muro di Berlino ha contribuito a rendere più fluido il collante che teneva uniti tanti elettori della DC, timorosi del comunismo. Oggi, poi, il sovranismo difende identità nazionali e interessi di parte, il che contrasta con lo spirito di fratellanza universale del cattolicesimo.

Alla nostalgia si aggiungano l’angoscia per lo sbriciolamento dei valori che costituivano l’ossatura della DC, la pochezza di speranza dovuta ad un troppo repentino cambiamento dell’economia in un mondo globalizzato, la tenebra per lo smarrimento delle ideologie, l’affievolirsi di una cultura cristiana ed i disaccordi tra espressioni culturali e purezza del Vangelo, l’irrompere repentino della questione ecologica, la banalizzazione di un consumismo esasperato.

Se nostalgia ed incertezza dei tempi sembrano allontanare sempre di più l’omologazione dei cattolici tutti intruppati in un unico partito, la crisi, che si manifesta all’esterno dei partiti nelle tensioni e contraddizioni a causa della scarsa partecipazione democratica, della illegalità, della illusoria fede miracolistica della politica nel risolvere subito tutti i problemi, all’interno dei partiti le tensioni si manifestano come individualismo basato sul rifiuto del confronto, come indifferenza verso un’etica morale ed anche nella solitudine di dirigenti politici insofferenti per non poter restituire il bene che hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini.

E i cattolici che cosa possono fare attualmente? Al momento essi possono convergere e sostenere quei partiti che sono più vicini all’insegnamento del Vangelo e contemporaneamente evitare di sostenere quelle forze che, mascherandosi da sincere praticanti, vogliono “staccare i fedeli dal Papa” (cardinale Bassetti) e seminare tra di essi la zizzania dell’odio, del rancore, dell’animosità.

Nel frattempo, pratichino il radicalismo dell’unità nella diversità. Usino pure mezzi diversi senza dimenticare che ci sono regole che appartengono a Dio e che tutti devono rispettare.

C’è bisogno di unità, ma essa deve nascere non attorno all’aggregazione di persone o associazioni, ma da idee e da una cultura che “ricuce”. Ultimamente, la conferenza episcopale lombarda ha invitato associazioni e movimenti ecclesiali a confrontarsi sulle idee per pensare a una via d’uscita dalla crisi, individuando idee e proposte capaci di dire una nuova parole agli uomini d’oggi e di infondere in essi speranza.

L’unità dei cattolici in politica non deve essere costruita né contro la cultura progressista né contro la democrazia illiberale. All’egoismo individuale e libertario, i credenti e gli uomini di buona volontà rispondono con le passioni ideali della solidarietà e della partecipazione alla vita politica

Vorrei ricordare che il PPI, quando entrò nella storia del nostro Paese, si poggiava saldamente su postulati morali, pur essendo aconfessionale, e aveva una fisionomia democratica. Don Sturzo e i popolari basavano il loro impegno politico sull’insegnamento della “Rerum Novarum”. Benedetto XV nutriva speranze su don Sturzo, che non aveva però l’approvazione di tutta la Curia romana. Il Partito Popolare emerse in pieno variegare di valutazioni e con profonde differenze da regione a regione. All’interno era frammentato tra conservatori, clerico-moderati, giovani seguaci di don Murri, sindacalisti. Dopo la marcia su Roma, il PPI tentò di frenare l’irrompere dello squadrismo e assunse una posizione attendista perché pensava che il vero nemico fosse il socialismo. Successivamente, la destra si allineò su posizioni neo-fasciste, mentre altri deputati si ritirarono sull’Aventino, contro il parere dell’autorità ecclesiastica. E fu l’inizio della dittatura.

Oggi i cattolici hanno da affrontare le “cose nuove” esposte nella “Laudato sii” di Papa Francesco. Nuove sfide li attendono.

Da un libro di Igino Giordani, padre costituente e deputato, recentemente stampato, traggo questo pensiero: “Esiste un’unità politica dei cattolici? Esiste, deve esistere, una loro unità cattolica in politica: e cioè un loro concordare sui capisaldi della dottrina cristiana – sociale [….]Deve cessare il divorzio tra politica e morale scambiato per libertà”. Oggi è possibile e urgente superare il frazionamento dei cattolici incasellati da un’incomprensione reciproca, senza ricorrere, però, alla nostalgia di un tempo che fu, ma affrontando le sfide dell’oggi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login