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Ambiente

TERRA DI GIARDINI

DANIELE ZANZI - 14/12/2012

Cedro monumentale a Villa Cagnola

Dare lustro alla propria città anche con un convegno: ecco quello che è accaduto l’ultima settimana di novembre a Varese. Il Congresso “I Monumentali: cultura, filosofia e tecnica degli alberi veterani” ha messo la Città Giardino al centro dell’ attenzione nazionale e internazionale. Quasi seicento i partecipanti, provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa, venti i relatori internazionali di chiara fama presenti, oltre cinquanta gli artisti e gli uomini di cultura coinvolti nell’ iniziativa, otto pagine dedicate da SetteGreen – l’inserto del Corriere della Sera – agli alberi monumentali, compresi quelli di Varese, oltre venti le pagine Google rimandanti all’evento, Geo&Gea su Rai 3 che parla del Congresso… Insomma Varese in primo piano e non certo questa volta per le industrie che chiudono, per il degrado che ci avvolge, per il PGT che latita, per il nostro continuo scivolamento verso il basso nelle posizioni di classifica del tenore e qualità della vita.

Le giornate di Varese hanno rappresentato l’atto finale del progetto Interreg Pro Arbora, in cui il Modern Arboriculture Institute, ente privato varesino di ricerca applicata al verde ornamentale, ha fatto da capofila. Per oltre due anni gli alberi monumentali radicati nelle province di Varese, Como e nel Canton Ticino sono stati trovati, catalogati, mappati, descritti e fotografati. Un lavoro di campo enorme e certosino che ha portato alla scoperta di oltre duecento campioni, entrati in classifica non solo in base alle loro dimensioni, ma anche alla loro rarità botanica e al loro collegamento a fatti storici e culturali.

Certo lo scopo del progetto aveva anche finalità di fotografare uno stato di fatto che fino ad ora era piuttosto lacunoso, basato com’era solo su rilievi personali e non coordinati. Pochi, e a macchia di leopardo, erano infatti gli alberi rilevati e censiti.

La vera novità del progetto è stata però quella di proporre gli alberi monumentali come risorsa del territorio; una ricchezza spendibile se inserita in circuiti turistici appropriati e dedicati. La voglia di conoscere la natura e l’ambiente è infatti un’esigenza sempre più diffusa tra cittadini. L’anno scorso sono stati oltre quattro milioni i biglietti staccati per entrare a visitare parchi e orti botanici italiani. All’estero poi il turismo verde è esploso come vera e propria mania: circuiti dedicati, settimane botaniche, alberghi e ristoranti di charme a contorno, guide botaniche preparate e non improvvisate. E poi questo turismo è un turismo positivo, non da mordi – nel senso del panino – e fuggi; è un turista cui piace fermarsi un’ora in più per godere il tramonto seduto su una panchina, che apprezza la buona cucina e l’ospitalità ben fatta. Insomma il turista sognato da ogni Azienda autonoma di soggiorno e di turismo, quello vagheggiato e idealizzato e raramente trovato, almeno a Varese.

Pro Arbora ha così creato sette itinerari turistici sforzandosi di inserire gli alberi all’ interno di percorsi già esistenti e frequentati; perché è solo con sinergie e facendo squadra che i risultati possono arrivare. C’è quindi il percorso che si snoda attorno al lago di Varese, lungo la già affollata pista ciclabile alla scoperta di pioppi secolari, noci del Caucaso, ontani e salici piangenti. Si può poi andare lungo il Sentiero 10 del Parco Campo dei Fiori ad ammirare annosi faggi, vetusti castagni ricchi di storie, leggende e tradizioni popolari.

La città di Varese, non a caso Città Giardino, ha meritato ben due itinerari turistici con alberi esotici e centenari capaci di raccontarci, appunto, la storia di una città e dei suoi abitanti. È stato studiato un itinerario lungo la sponda occidentale del Lario con una fermata a Villa d’Este con il suo colossale platano di Napoleone e una a Villa Carlotta con le celebri collezioni di camelie e rododendri arborei. Anche la città di Como merita una giornata di passeggiata botanica iniziando dal platano di Garibaldi sotto le cui fronde l’eroe dei Due Mondi si consolò delle delusioni amorose patite con la contessina Raimondi per finire nel bellissimo parco romantico di Villa Olmo in riva al lago.

Sarà poi possibile un itinerario con il battello sul lago di Como costeggiando giardini da favola, come il Balbianello, o scendendo al parco che fu di Cesare Beccaria a Sala Comacina con i suoi colossali cedri dell’Himalaya. Un itinerario transfrontaliero collega Varese con Lugano consentendo ai turisti in una intera giornata di ammirare le nostre bellissime vallate con i loro tesori botanici. Tutti i monumentali rilevati e i collegati itinerari turistico-botanici sono visibili e scaricabili liberamente dal sito www.proarbora.it.

Per valorizzare e mettere in rete queste eccellenze del territorio è stato creato – e presentato nell’occasione del convegno di Varese – il marchio Slow Botanic Tourism che abbina le eccellenze botaniche del territorio nazionale con quelle culinarie e di ospitalità.

Le giornate di Varese hanno aperto una nuova strada nel modo di fare convegni: non solo e non più giornate a beneficio esclusivo di tecnici presenti all’interno di aule accademiche, ma un incontro in cui la cittadinanza intera e il territorio ne traggano un vantaggio e ne vengano coinvolti. Ecco quindi la bellissima serata inaugurale al Salone Estense dove filosofi, artisti, poeti, paesaggisti, scultori, pittori e fotografi sono stati chiamati a parlare e a discutere di alberi insieme con tutti i varesini. E poi ancora artisti che hanno esposto le loro opere all’interno degli spazi della Villa Napoleonica e nel Parco delle Ville Ponti che ha visto anche le mirabili performances di artisti di Land Art. E ancora affollate visite guidate ai giardini pubblici e privati con la partecipazione dei comuni cittadini che si sono dati anche appuntamento ai piedi del Piantone di via Veratti nella mattinata organizzata con gli esperti per discutere lo stato di salute della pianta tanto amata dai varesini.

Non un semplice congresso a Varese, allora, ma qualcosa di più, che va ben oltre un semplice messaggio tecnico: la tecnica intrisa di umanesimo e cultura. Un sinergismo che ha avuto successo e che lancia un segnale preciso ai nostri amministratori e politici, se vorranno coglierlo: il nostro ambiente è il vero tesoro del territorio, il nostro oro verde su cui basare il rilancio turistico di Varese e del Distretto dei laghi. Questa è la strada da seguire: Varese capitale nazionale dell’ambiente, Land of Gardens!

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