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Storia

LE PIAZZE DI UNA VOLTA

FERNANDO COVA - 22/11/2013

Al di là delle intitolazioni ufficiali, spesso le vie e le piazze erano battezzate dagli abitanti con nomi intrisi di pragmatismo e umorismo.

Piazza Porcari prendeva il nome dal palazzo della famiglia omonima, ma per la sua forma era anche popolarmente detta piazza Padèla, ora Monte Grappa. La prima trasformazione nell’attuale piazza fu realizzata alla fine dell’Ottocento: la si trovava quindi fra l’antica piazza e I’attuale via Vittorio Veneto.

Oggi quasi confinante, ma allora separata da vicoli, era la piazza di Och o Uchétt, ovvero piazza Marsala. Alcuni sostengono che tale dedicazione derivi dal mercato delle oche che lì si teneva, ma sembra strano che al mercato fossero commerciate solo oche.

Piazza Battistero, prima degli interventi effettuati nel Novecento, era vicolo san Vittore. A pochi metri, sul retro della Basilica troviamo la piazza di Prètt, ora piazza Canonica. Oltrepassando la Basilica sbuchiamo in piazza Giovine Italia, alternativamente chiamata dell’Ospedale o del Teatro perché i due edifici si affacciavano sulla stessa.

Poco distante piazza Carducci veniva individuata come piazza al Su (sole), poi piazza sant’Antunìn dal vicino monastero, il Borri la chiama anche contrada del Dazio.

La vicina piazza san Giovanni Bosco era identificata con una pratica indicazione di Cinque Vie.

Piazza Capèll, o Cappèl, ora piazza Beccaria, sembra fosse la sede dei cappellai di Intra, qui vi era il casino dove teneva gli attrezzi il boia che arrivava da Lugano. Sull’angolo fra piazza Beccaria e via Vetera vi era un fabbricato chiamato Sciatera, sembra a causa dei rospi che alloggiavano presso le rive del Vellone, allora scoperto. Borri la indica come Macellerie vecchie, zona ove avveniva la macellazione degli animali.

Altre curiosità di… piazze: la zona chiamata Cà di Ratt, affacciata sul vicolo Sessa, è quella che oggi viene denominata piazza san Giuseppe; piazza san Martino della Battaglia ora Cacciatori delle Alpi davanti al tribunale; piazza Podestà è da tempo identificata come piazza del Garibaldino; “prato del quartiere” adibito alle esercitazioni della vecchia caserma, poi piazza Impero, poi Repubblica, è sempre ricordata come piazza Mercato; la Cruzetta era largo IV novembre a Biumo Inferiore, sempre qui piazza XXVI maggio era piazza Garibaldi; via Bernascone, nella zona del cinema, era chiamata piazza Rapazzini; lo slargo in via Albuzzi era piazza san Rocco, per la vicinanza della chiesa omonima, ora scomparsa; via Bagaini non esisteva, era un moncone di strada che terminava poco oltre via Cimarosa ed era chiamata piazza delle Sarte, nome di una famiglia che lì aveva una casa.

Uno studio toponomastico sulle modificazione dei nomi delle vie della nostra città sarebbe ricco di spunti aneddotici e talvolta storiografici.

Nelle foto: l’evoluzione da piazza Porcari, prima e dopo l’apertura di Corso Roma (1867 -1888) all’attuale Piazza Monte Grappa (http://www.iogirovagando.net/varese_sintesi_storica01.htm)

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