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Società

LA DIETA NELLO SPORT

ENRICO ARCELLI - 01/08/2014

Negli ultimi anni, la dietologia ha acquisito un’importanza sempre maggiore nello sport. Accanto all’allenamento, è proprio l’assunzione abituale di un’alimentazione corretta che può aiutare ad aumentare l’efficienza.

D’altro lato, anche le conoscenze della dietologia dello sport sono aumentate enormemente, grazie anche – per non dire soprattutto – alla maggiore comprensione di come “funziona” l’organismo dell’atleta nelle differenti discipline sportive, ossia grazie alla fisiologia applicata. Questo consente, per esempio, di individuare quali carenze si determinano in uno sportivo che sta praticando una certa disciplina sportiva e di cercare di porvi rimedio o di prevenirle – grazie ai cibi o alle bevande – prima che avvengano.

Si può fare un esempio riferito al calcio. Immaginiamo di dividere una partita di 90 minuti in sei frazioni da un quarto d’ora ciascuna. Alcuni studi avevano evidenziato che negli ultimi 15 minuti del match, anche quando la partita è ancora in bilico, i giocatori che sono in campo fin dal primo minuto corrono meno e fanno meno scatti. Qualche anno fa avevo fatto fare ad alcuni miei studenti delle tesi che avevano dimostrato che nel campionato italiano (poi avevamo visto che la stessa cosa succedeva in tutti gli altri campionati più importanti d’Europa) il maggior numero di gol è realizzato proprio nell’ultimo quarto d’ora del match. Avevamo potuto anche constatare che gli attaccanti che subentravano nel secondo tempo segnavano in media, per ogni 100 minuti di presenza in campo, un numero di gol superiore a quello dei loro colleghi che, invece, giocavano fin dall’inizio.

Alcune ricerche fatte nel Nord Europa attraverso le biopsie muscolari avevano fatto capire le ragioni di questo calo di efficienza nell’ultimo quarto d’ora: si era visto che nel finale chi era in campo fin dall’inizio dell’incontro aveva nei muscoli pochissimo glicogeno, quella specie di amido, costituito da migliaia di molecole di glucosio legate l’una all’altra, da cui i muscoli traggono l’energia per correre, saltare o calciare.

Ecco allora che la dietologia dello sport ha provveduto a far assumere ai calciatori zuccheri speciali che prima della partita superano velocemente lo stomaco, entrano nell’intestino e poi vengono assorbiti lentamente, nel corso del primo tempo. Nell’intervallo, invece, è più vantaggioso assumere una miscela di carboidrati che passa rapidamente nel sangue e che consente anch’essa di risparmiare un po’ di glicogeno per il finale della partita.

Altri studi hanno permesso di capire che un’alimentazione corretta, eseguita subito dopo la fine dell’incontro, consente di recuperare più in fretta le “fatiche” di gioco. Questo è importante specie se – come oggi succede spesso – si giocano tre partite in una settimana.

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