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Cara Varese

UN’ALTRA INCOMPIUTA

PIERFAUSTO VEDANI - 16/10/2015

Il nuovo Del Ponte in costruzione

Il nuovo Del Ponte in costruzione

Nel settembre del 2013 Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, venne invitato al Rotary di Varese allora presieduto da un navigato cronista come Gianni Spartà. Un’occasione ghiotta per i giornalisti: gli incontri rotariani per tradizione si svolgono in una atmosfera pacata, di grande rispetto, per poter offrire i contenuti di relazioni e dibattiti come servizio alla comunità.

Non mancarono però quel giorno domande insidiose, formulate con soavità al numero 1 di Lombardia che in gioventù era stato uno dei riferimenti del ’68 varesino.

Ricordo in particolare quella fatta dalla collega Barbara Zanetti su presente e futuro dell’ospedale Filippo Del Ponte, a quel tempo già chiamato Ponte del Sorriso da chi lo voleva uno dei poli nazionali della pediatria.

Maroni diede una risposta educata nel tono, addolcita da un sorriso, ma raggelante: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Solo gli addetti ai lavori quel giorno capirono che nonostante programmi, rassicurazioni e promesse il Del Ponte avrebbe fatto la fine del Circolo, sarebbe diventato un’altra storica, ignobile incompiuta ai danni del nostro territorio collezionata da una classe politica inadeguata nella quale la comunità varesina da parecchi anni continua a credere.

Ero presente anche quando anni prima Carlo Lucchina, ambasciatore a Varese di Palazzo Lombardia, annunciò il grande futuro del Del Ponte come polo infantile del tutto indipendente dal Circolo. Ci fu vero entusiasmo tra i medici dei due ospedali, poi con i privati in prima linea a stimolare tutti si passò al progetto di un polo nazionale.

Anche i politici quasi sgomitarono per essere in prima fila ad aiutare, ma erano una pattuglia rispetto alla grande armata dei loro colleghi milanesi che giudicavano troppo oneroso un progetto che oltretutto avrebbe tolto qualcosa al concentrato di alta pediatria esistente sotto la Madonnina.

Da pochi giorni Milano ha comunicato che non andrà oltre con il Ponte del Sorriso: ha una bella nuova sede, qualche servizio in più, ma non sarà il polo che medici e famiglie si erano sentiti raccontare.

Dopo il ridimensionamento del Circolo, ecco lo stop al Del Ponte: questo il bilancio dell’azione del Centrodestra di Varese e di Milano in ordine alla sanità del capoluogo e del Nord Ovest della provincia.

Ma siamo certi che non ci siano responsabilità di noi cittadini in questa frana sociale e culturale? Mi convinco sempre di più che il disastro sia anche nostra opera, di noi appunto che a migliaia ci mobilitiamo per bloccare sciagurate scelte del Comune in ordine ai parcheggi e poi subiamo senza reagire decisioni che in qualche misura ledono i nostri diritti ad assistenza e cure adeguate. E a rendere ancor più inspiegabile la situazione di declino e isolamento dei due ospedali c’è il silenzio pluridecennale del più grande partito d’opposizione.

Il PD infatti si occupa di tutto in Regione meno che della sanità di Varese, lasciata a una pattuglia di consiglieri comunali preparati e attenti, ma uniche voci in un deserto sconfortante di attenzione a tutti gli aspetti di un bene importante come la salute.

Ma come si può programmare oggi un grande futuro per la Varese di domani se la questione sanitaria nemmeno affiora nei lunghi elenchi delle cose che verranno fatte per la città?

Forse è bene che gli storici di Varese e della sua sanità al folto club dei politici di oggi e di domani offrano o consiglino adeguate letture. Per evitare almeno che qualcuno possa accostarli alla famosa classe di Ferravilla.

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