Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Politica

GUARDARE IN ALTO

EDOARDO ZIN - 16/06/2016

Don Mazzolari

Don Mazzolari

Chi vincerà? Chi perderà? Accanto a chi ha fatto del voto una partigianeria da stadio, ci sono coscienze inquiete che riflettono, pensano e decidono con la propria testa.

Accanto a chi segue con ansia i sondaggi per fermarsi alla probabilità del vincitore e alla sorte di chi è sconfitto, c’è chi si batte per una città costruita a misura d’uomo, bella, priva di violenze, senza trincee, senza calunnie.

Accanto a persone che confondono gli ideali con le proprie idee, ci sono eletti e elettori che si dedicano a buone cause, convinti che è bello prodigarsi con abnegazione nell’impegno del volontariato sociale, culturale, caritativo.

Accanto a chi porta nei bar e nelle piazze ragioni e fatti, offese e torti, urla e violenze, accanto a chi dilapida la parola con slogan, ci sono donne e uomini che calibrano ragionamenti con parole chiare e precise, preoccupandosi di renderle efficaci ed energetiche.

Accanto a chi ha fatto della “politica” una professione o un’occasione per rimpinguare lo scarso salario mensile, c’è chi, con gratuità, generosità e reciprocità si prodiga a tenere ordinato il tratto di marciapiede che passa davanti alla propria casa e conquista quotidianamente la freschezza, la libertà e la bellezza dello stare assieme.

Accanto a chi in tanti anni d’amministrazione della città non è riuscito a separarsi da idee vecchie e ora sorprendentemente si ricongiunge a idee nuove, c’è chi giorno per giorno si è battuto per denunciare nei luoghi istituzionali, sulla stampa o per lettera, la deriva di una città ricca di sporcizia, il crescente degrado urbanistico, sguaiata di notte nei luoghi pubblici, gonfia di volgarità ostentata.

Accanto agli uomini di successo pericolosi perché per anni hanno ratificato la cultura esistente e di essa sono il prodotto e la legittimazione, ci sono persone che non si arrendono, non cedono: non sono comizianti della retorica, ma pronti a ristabilire un dialogo proprio quando è atteso uno scontro.

Domenica prossima è l’occasione di ridiventare trasparenti nel momento dello scontro, sereni quando sta per esplodere la tentazione della rabbia. La smemoratezza è pericolosa: è inutile lamentarsi dei progetti faraonici o della dissipazione colossale di beni solo quando si inciampa in una buca della strada o quando l’autobus passa con notevole ritardo o quando l’acqua corrente non sgorga dal rubinetto di casa perché per la terza volta in un mese si stanno effettuando lavori all’impianto idraulico o quando s’impreca contro le troppe proposte di eventi di evasione e di divertimento che bloccato il traffico urbano. Occorre ricordarsi di tutto ciò e agire con coerenza.

Non dovremmo dimenticare, andando a votare, le promesse non mantenute. Se è grave, gravissima la colpa di chi spreca il danaro pubblico o, peggio ancora, lo usa per interessi personali, non è meno grave la promessa non mantenuta. Il patto stabilito tra eletto e elettore crea futuro, dà forma, dà senso, progetta aspettative, tiene assieme difficoltà e speranze del futuro: se esso non è mantenuto crea delusioni, depressioni, amarezze.

Andando a votare, saremo contro tutto questo, ma non contro l’uomo. Il “contro” è una posizione negativa che fa parte degli uomini vecchi. Siamo contro ogni menzogna, ogni compromesso, ogni ingiustizia, ogni avvenimento decisivo voluto da noi o da noi subito per la nostra ignavia. Ma non contro gli uomini. Andando a votare dovremmo avere il cuore libero da ogni rancore, essere consapevoli che il voto è un atto di libertà contro ogni tipo di indifferenza inquietante e malvagia, contro la rassegnazione che ci rende distaccati, impassibili di fronte alle necessità e alle miserie della città, contro il “menefreghismo”, vessillo del nostro tempo, che ci rende neutrali nel nostro quieto vivere, contro il sarcasmo e il disprezzo che spingono a rendere universale la violenza, a introdurre il sospetto sistematico che conduce alla capitolazione morale.

Davanti al vuoto che dilaga, voteremo per chi dimostra di avere una visione larga, un orizzonte ampio verso cui ogni cittadino possa incamminarsi con speranza.

Non voteremo “contro” questo o “contro” quello, ma “per” trovare soluzioni a vecchi problemi, i quali, inevitabilmente, ne creano di nuovi, non meno sconcertanti e che lacerano il tessuto sociale. Non voteremo né guardando a destra, né a sinistra, né al centro, ma guardando in alto, come direbbe don Mazzolari.

Andremo a votare non per abitudine, ma per convinzione e con la speranza di dare alla città vita, lavoro, relazioni, crescita, gioie e dolori, cultura e emozioni.

Per tutto ciò, dovremo scegliere bene. Dire di no non basta per dire che non si deve fare una cosa, bisogna farne una di positiva.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login