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Chiesa

IL CALICE CHE IO BEVO

MASSIMO CRESPI - 20/07/2012

E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”. All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. (Marco 10, 35-45)

 

E così tutti berremo o già abbiamo bevuto del calice di Cristo; tutti riceveremo o già abbiamo ricevuto lo stesso battesimo di Gesù; tutti noi in grazia di Dio, per questi motivi, siederemo o siamo già seduti nella gloria del Signore, ma per quanto riguarda la posizione, la postazione presso la quale godremo o godiamo della sua vista, tutto dipende dalla nostra storia terrena, da ciò che sarà della nostra vita di testimoni della fede, da ciò che è stata. Saremo o siamo stati servitori dell’Altissimo proprio nel momento nel quale le nostre nazioni, i nostri paesi, i nostri intorno ci riconosceranno o ci hanno riconosciuto lo status di capo, di grande, ritenendoci capaci, potenti? Lo saremo quando verrà più facile dominare che servire? Comandare e non obbedire? Chi sta alla destra del Signore è stato capace di servire e di servirlo; parimenti chi sta alla sua sinistra. Coloro che si ritrovano nelle differenti posizioni intorno, vicini, lontani, dietro di lui, nascosti da lui, l’hanno servito differentemente da coloro che, volendo essere grandi, si sono fatti servi di tutti. Quei servitori non hanno servito tutti i bisognosi come chi da destra e da sinistra ha fatto, ma hanno trascurato qualcuno non restandogli vicino, sui due fianchi, preferendo stargli vicino ma su posizioni più comode, meno strette e più liberi di discostarsi, spostarsi; preferendo stargli più lontano. Più trascuratezza c’è stata da parte loro, più lontananza c’è stata, peggio costoro si sono poi dovuti sistemare presso quel bisognoso d’amore che è Gesù Cristo. Qualcuno poi che non ha nemmeno servito i poveri bisognosi della sua attenzione, non ha trovato nemmeno dove sedersi…

Voglia di grandezza, posti a sedere, destra, sinistra, potere, capi delle nazioni: verrebbe semplice considerare parallelamente la politica quale mondo “privilegiato” dove poter applicare le esortazioni di saggezza presentate dal Vangelo. Giacomo e Giovanni magari rappresenterebbero due tra gli aspiranti premier di qualche paese, desiderosi di sistemarsi il più possibile vicini al vertice e capo di quel paese per goderne dello stesso status, della stessa posizione; gli chiederebbero di fare qualcosa per loro. Lui, il “boss”, risponderebbe pronto che dicessero pure, tuttavia alla richiesta di un posto di potere egli replicherebbe pretendendo di conoscere se fossero degni di quello status potendosi permettere di bere le sue stesse bevande e lavarsi con le sue stesse essenze, cioè se fossero ricchi a sufficienza. Se lo fossero potrebbero godere del suo mondo, però deciderebbe soltanto la loro storia di raccomandati, di parenti di potenti, d’affiliati al clan. Gli altri apostoli, i dieci rimanenti, invece sarebbero politici fintamente sdegnati dalle richieste dei compagni di partito, offesi in malafede dall’aver ridotto la politica ad un affare personale di compravendita d’ordine economico o di potere… Fortunatamente non è così, no? L’attuale mondo della politica ha quel privilegio che le consente di adoperarsi facilmente per il servizio, nella maniera più completa, con efficacia. Chi vuol essere grande si fa servitore e chi vuol essere il primo tra i politici diviene il servo di tutti loro, lo vediamo, non è vero?

Lasciamo l’ironia perché è amara, però non dimentichiamo che siamo noi i politici, in casa, nel condominio, come negli uffici e nella vita d’ogni giorno; finanche nella Chiesa si fa politica, la politica delle scelte e dell’agire per il bene comune. Nella Chiesa non si viene per essere serviti, “ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Quando chiederemo qualcosa alla Chiesa non ci risponderà: “Voi non sapete ciò che domandate” se non le chiederemo da sedere, da bere e da mangiare per noi, bensì di servire da bisognosi i poveri, venuti per la Mensa cristiana.

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